Wedding. Gianni Molaro: “Il governo non ha preso misure per il settore che coinvolge numerose professioni e imprese”

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“Mancanza assoluta di provvedimenti per il settore wedding da parte delle istituzioni”. È la denuncia dello stilista di abiti da sposa Gianni Molaro, che da trent’anni trasforma in realtà i desideri delle donne in procinto di andare all’altare. Molaro – due atelier, uno a Napoli e l’altro a Roma, che da sette anni conduce tutorial su RaiDue nel corso del programma televisivo “Detto Fatto” – vuole rappresentare i lavoratori di un settore che genera da sempre grande occupazione.

NARDONE

“Il governo sta progettando la ripartenza di alcune piccole produzioni, tuttavia occorre dare anche la possibilità di raggiungere l’acquirente finale – spiega Molaro – ovvero, nel caso specifico di trovare soluzioni per permettere alle coppie di sposarsi, con tutti gli investimenti che conosciamo”. Il profeta dell’Art Couture passa in rassegna alcuni dati: “I mobilifici, nell’anno 2018, hanno fatturato 7,5 miliardi, di cui 4 miliardi in Italia, considerando che il 90% dell’arredamento viene acquistato  da future coppie di sposi. Sempre nel 2018 – prosegue – i fiorai italiani hanno fatturato 5 miliardi, provenienti per la maggior parte dai 196 mila matrimoni celebrati”.

Ma non solo, i matrimoni da sempre rappresentano un indotto a cui collaborano numerose maestranze. “Esistono 700 aziende italiane, tra piccole e medie, che producono bomboniere, con circa 6000 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, con un fatturato di circa 800 milioni di euro e offrendo occupazione a circa 30mila persone – racconta Molaro –  mentre i fotografi fatturano, ogni anno, circa 400 milioni di euro unicamente grazie al settore wedding”. Intorno ai “fiori d’arancio”, in Italia, girano decine e decine di miliardi di euro e centinaia di lavoratori. Basti pensare all’edilizia (con idraulici, elettricisti, fabbri , falegnami, imbianchini), e l’intera filiera di produzione delle materie prime. “E i viaggi di nozze? – chiede lo stilista – sono bloccati ma si potrebbero veicolare, in buona parte, nella nostra nazione; e potremmo risolvere, sempre in parte, le probabili difficoltà del settore turistico per quest’anno. O ancora, vogliamo parlare del comparto gioielleria? – continua – ci sono poi estetisti e parrucchieri, che da sempre mantengono grazie ai matrimoni una gran parte del loro fatturato”.

C’è da aggiungere tutti coloro che si occupano di noleggio autovetture; la stampa delle partecipazioni; la musica per l’intrattenimento; le società di animazione, etc. “E infine, ma non ultimo, il mondo della moda cerimonia, che in Italia ha svariati miliardi di fatturato, e poi ci siamo noi, produttori di abiti da sposa – conclude Molaro – dal governo vogliamo, dunque, direttive certe per coloro che sono in procinto di sposarsi e per tutti gli operatori del comparto”.

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Redazione

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