Violenza di genere, non bisogna abbassare la guardia

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di Daniela Portella.

Ogni anno il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Quella del 25 novembre non è una data scelta a caso dall’ONU: ricorre infatti l’anniversario dell’assassinio delle sorelle Mirabal, tre coraggiose donne rivoluzionarie, che furono massacrate nel 1960.In molti paesi, come l’Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio. Quando si parla di violenza sulle donne non bisogna mai abbassare la guardia. Lo dimostrano i numeri, ancora troppo alti, delle persone che si sono ritrovate a combattere con un ‘mostro’ dalle mille identità. Può nascondersi dietro il volto di un amico, di un compagno o di un marito. A volte anche di uno sconosciuto, ma se la violenza (fisica e psicologica) non ha passaporto, in molti casi ha le chiavi di casa. Ogni 72 ore, nel nostro Paese, una donna perde la vita. E a togliergliela è un conoscente, soprattutto un partner. Un marito, un compagno che trasformano il posto dove più ti dovresti sentire al sicuro in un incubo, in una prigione. In casi estremi, in una tomba.

Non bisogna abbassare la guardia anche per un altro motivo. Quasi sempre ci sono dei segnali, delle avvisaglie che per paura o per mancanza di coraggio vengono ignorate, sminuite. Ma ci sono casi in cui l’aggressività si manifesta all’improvviso, quando meno te lo aspetti, da chi meno te lo aspetti. Nel 2021 in Italia sono state uccise due donne a settimana per un totale di 93 donne. Sono 63 le donne morte per colpa del partner. I numeri sono in diminuzione (l’anno prima erano 99), ma sono ancora inaccettabili. Ogni tre giorni infatti si registra la morte di una donna per violenza. Ma non è tutto. La maggior parte di queste violenze avviene all’interno del nucleo familiare.

Per far emergere questo substrato di violenze e vessazioni, nel 2019 lo Stato Italiano ha introdotto 21 articoli nella Legge 69, nota come “Codice Rosso”, e 4 nuovi reati che tutelano le donne: il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (il cosidetto revenge porn), il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (come le deturpazioni con l’acido), il reato di costrizione o induzione al matrimonio e infine violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Daniela Portella

Avvocato civilista da circa 25 anni , cattolica , due figli, oltre al territorio partenopeo ha lavorato nel nord est in particolare Udine e Trieste ove ha riscosso molto successo tra gli imprenditori e salvando molti imprenditori che erano coinvolti con contratti usurari di banche senza scrupoli . Impegnata anche in politica ha ricoperto la carica di assessore all’ecologia , sport e verde pubblico nel comune di Cardito .Da sempre a fianco delle donne contro ogni forma di violenza sulle donne ha organizzato corsi di autodifesa dedicati alle donne ‘ giù le mani ‘ che hanno riscosso molto successo