‘Via Partenope e Tuledo ‘e notte’, al Trianon la poesia di Viviani parla attraverso la voce del popolo

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Napoli, 28 set. – La capacità di trasformare il teatro in una piazza, di abbattere qualsiasi barriera comunicativa rendendo la platea palcoscenico, al punto di permettere agli spettatori di palpare visibilmente emozioni, sudore, fatica e bravura degli attori. Lo spettacolo ‘Viviani per strada’, attualmente in scena al Teatro Trianon Viviani di Napoli, realizza questa magia e diventa occasione di sicuro diletto per tutti coloro che amano Napoli e le sue storie.

NARDONE

Due atti unici, ‘Tuledo ‘e notte e Via Partenope’, magnificamente diretti da Nello Mascia, pongono in risalto tutta la poesia di Viviani, che lascia ancora oggi immaginare agli spettatori, ogni scorcio di Napoli, raccontando le vicende dei suoi personaggi. Nell’intricato avvicendarsi di uomini e donne di ciascuna classe sociale, ci si immagina la luna che si specchia nel mare, il gelido freddo di una notte napoletana che consuma le ossa della povera gente, mentre per strada, tra le deserte solitudini dei venditori ambulanti, le luci dei lampioni fanno da cornice a battibecchi tra uomini d’onore, faville della nobiltà e miserie della popolazione partenopea.

E’ questa la forza di Viviani, che l’intero cast dello spettacolo restituisce pienamente, tratteggiando l’innovazione di un genere teatrale che fa rivivere di vita collettiva i tipi della drammaturgia, disposti sulla scena per comunicare tra loro in un contesto unico, capace di contenere due, tre, anche quattro vicende insieme.

In una fusione straordinaria di canto e versi, l’intera gamma delle azioni sceniche passa dalla farsa alla tragedia, 
in un teatro pensato per fissare in testo, Napoli e la sua verace bellezza.

I due atti unici vivianei, scritti entrambi nel 1918, fanno in modo che il folklore partenopeo si innesti sulla disperazione della gente. Il contrasto tra ricchi e poveri, lascia emergere in scena, le due figure di Nello Mascia, vero “sarto” dello spettacolo, e di Massimo Masiello, che veste intensamente i panni di uno scugnizzo napoletano. Quando le luci del palcoscenico illuminano i due personaggi, la grandezza di Viviani si palesa tutta nelle battute pronunciate con una delicatezza e compenetrazione tale, da indurre a commozione lo spettatore, fino ad infondergli il desiderio di irrompere sulla scena, partecipando alle vicissitudini della loro vita.

La coralità di questo spettacolo ha un tale effetto: coinvolge emotivamente, nei sentimenti di gioia, così come in quelli di compassione. Contemporaneamente apre l’enciclopedia della storia partenopea, davanti agli occhi della platea, guidata così, nel conoscere la dimensione storico-temporale di una città e del suo popolo.

Il merito di questi effetti scenici spetta alle musiche di Ciccio Merolla e Ciro Cascino, atte a conferire solennità e brio alla riproposizione teatrale. Non ci si può esimere dal menzionare la padronanza del palcoscenico di attori del calibro di Rosella Amato, Gianluca d’Agostino, Matteo Biccari, Daud Afzal, Ciro Cascino, Peppe Celentano, Francesco Del Gaudio, Angela De Matteo, Chiara Di Girolomo, Roberto Giordano, Pierluigi Iorio, Roberto Mascia, Matteo Mauriello, Simone Mazzella, Ivano Schiavi, Daniela Sponzillo ed Imma Tammaro, che muovendosi sulle scene curate da Raffaele Di Florio, nei costumi di Pina Sorrentino e con le coreografie di Imma Tammaro, con tocco sapiente danno vita al mosaico animato dei personaggi di Viviani, interpretando ciascuno il proprio ruolo, in modo aderente e professionale, mettendoci cura, dedizione ed anima.

Foto Gallery di Arturo Favella

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.