Valeria Ricciardi (Campania Libera), una manager in corsa al Consiglio Regionale

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Al vertice di una prestigiosa azienda del settore edile che opera in Italia e all’Estero, Valeria Ricciardi, manager a tutto tondo da sempre impegnata nel sociale, ha deciso il grande passo: la corsa ad uno scranno della massima assemblea legislativa campana: il Consiglio Regionale della Campania.

NARDONE

Donna, madre di tre figli, non rinuncia a dare il proprio contributo civico e politico per “una Campania migliore”. Un obiettivo ambizioso che intende raggiungere, al fianco del governatore De Luca dalle fila di Campania Libera, quello di dare voce al mondo delle imprese, ed in particolare a quelle delle costruzioni e dell’indotto, ma anche a quello delle donne vittime di una pari opportunità che ancora oggi fa fatica a farsi largo.

“In Campania – ci spiega -, ci sono due mondi che meritano di essere rappresentati e valorizzati nelle politiche regionali. L’imprenditoria e quello femminile. Dopo anni di impegno nel sociale, adesso, anche sotto la spinta di tanti amici come Franco Roberti, Gianni Porcelli, Mario Molino, per citarne alcuni, è il momento, quasi doveroso, di quello politico e istituzionale. Capisco la legittima disaffezione per la politica e comprendo anche le difficoltà del momento, dell’attuale emergenza sanitaria e sociale, ma forse è anche per questo che voglio provarci. Sono una caparbia: voglio mettermi in gioco e dimostrare, come ho fatto nel lavoro, che anche la politica, quella concreta con la P maiuscola, si può fare e con discreti risultati. Oggi mi sento pronta a mettere la mia esperienza organizzativa, manageriale, di donna imprenditrice, al servizio della nostra comunità campana”.

Perché con De Luca?

“Per la sua determinazione e la sua concretezza. L’ho anche scritto in una mia lettera di presentazione agli elettori. De Luca è un politico di rango, l’unico che mi abbia entusiasmata veramente e non soltanto per come ha gestito la difficile emergenza Covid: va dritto al cuore dei problemi, ci mette la faccia, non teme confronti e, a differenza di tanti altri ha preparazione, esperienza, intelligenza, capacità, coraggio e generosità da vendere. Un uomo d’altri tempi, una grande risorsa della politica campana e nazionale”.

In Campania, come del resto nel Paese, è sempre esistita una certa distanza tra il mondo dell’imprenditoria e quello politico-istituzionale. Come andrebbe colmato?

“Con una seria politica dell’ascolto e del confronto. La politica ha il dovere di creare le condizioni perché il tessuto produttivo possa esprimersi al meglio. La Campania ha energie incredibili, eccellenze straordinarie. Bisogna sburocratizzare tutto, dare fiducia e sostegno alle imprese che creano ricchezza e lavoro. Il mio obiettivo è quello di creare una sorta di tavolo permanente sulle questioni della competitività delle aziende campane. Con De Luca, che ha seguito in prima persona e in un periodo difficilissimo questi temi affrontando anche a Roma vertenze difficilissime, tutto questo sarà possibile”.

L’altro mondo di cui parlava è quello femminile. Come intende muoversi per l’affermazione concreta delle pari opportunità?

“Sono una donna imprenditrice e so bene che anche in Campania c’è ancora tanto da fare per garantire alle donne le stesse opportunità economiche e sociali degli uomini, di chi cioè, nella maggior parte dei casi, non ha anche da portare avanti una famiglia. Parlo di asili nido, di regole che garantiscano pari opportunità e uguaglianza nell’accesso alla formazione e al lavoro. Parlo anche di retribuzione. Servono quindi strutture di accoglienza per i bambini, agenzie formative, sostegno e supporto alle donne lavoratrici o aspiranti tali. Mi batterò per questo. Poi c’è un ampio discorso sulla violenza di genere, culturale e sociale. Ma anche politico. Oggi in Campania abbiamo alcune strutture e gli sportelli antiviolenza attivati nelle Asl, ma non basta. Bisogna coinvolgere tutti i livelli istituzionali per garantire concretamente adeguate misure di prevenzione e repressione. Bisogna pensare alle donne vittime di violenza ed anche ai loro figli, quando ci sono, quando purtroppo restano soli. E’ una battaglia durissima, lunga, ma va fatta fino in fondo”.

Quali saranno, se eletta, le sue priorità in Consiglio regionale?

“Mi sono sempre battuta per il mondo delle imprese e questa sarà una delle mie priorità perché sono le imprese a creare ricchezza e lavoro. Appartengo al mondo delle costruzioni e lo ritengo degno di attenzione perché è questo il settore, con tutto il suo indotto, che più di ogni altro può trainare l’economia campana e creare quindi opportunità e benessere per tutti. In Economia si chiama Trickle Down, è la teoria della ricaduta favorevole. Naturalmente questa politica economica va affiancata con adeguate politiche sociali e solidaristiche. Da buona cattolica so bene che chi non ha ancora un lavoro non può e non deve attendere che una scelta dia tutti i suoi frutti subito. Ecco perché il welfare deve restare comunque centrale. Assistenza sì, intendiamoci, assistenzialismo no”.

Parliamo di emergenza sanitaria ed economica in Campania, problematica che si prevede di medio-lungo periodo. Quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorità del nuovo Consiglio regionale?

“Mi auguro che all’atto dell’insediamento della nuova assemblea campana la crisi sanitaria sia superata o comunque in fase di definitivo rientro. C’è sicuramente da completare la riorganizzazione di un sistema sanitario che oggi, grazie all’impegno di De Luca, non ha più, come nel passato, il fardello di un debito strutturale e che tuttavia, anche in ragione della pandemia e dei suoi effetti nel medio e lungo periodo, va riorganizzata. Servono strutture permanenti e adeguate ad affrontare le emergenze, ma serve anche più sanità territoriale. Come dire, meno ospedali, più territorio. Le strutture ospedaliere, ritengo, dovrebbero essere soprattutto di alta specializzazione. In Campania abbiamo una grande fortuna: medici, infermieri e ausiliari straordinari, per certi versi eroici, viste le difficoltà in cui operano”.

Un pronostico sull’esito di queste regionali?

“Nessun problema, non sono superstiziosa: con De Luca andremo tranquillamento a sfiorare e forse a superare il 60 per cento dei consensi. Il centrodestra farà fatica a superare un 20-25 per cento, i 5 Stelle ben sotto il 20 per cento”.

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