Vaccini e varianti. Burioni e Bassetti spiegano nei dettagli

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Anna Tortora

Il Green pass non è l’unico dilemma attuale dell’italiano.
“I vaccini provocano l’emergenza di varianti resistenti?
Qualche giorno fa ho sentito al telefono un mio caro amico, Pietro Spagnoli, che mi ha fatto questa domanda, che non ha per niente una risposta semplice. Siccome Pietro non solo è un amico, ma è pure il cantante  che mi ha regalato il miglior Bartolo della mia vita (Rossini Opera Festival 2018) perché finalmente lo ha rappresentato non come un bonaccione beffato, ma come un cattivo malvagio, devo assolutamente rispondergli sperando di fare cosa gradita a tutti voi.
Un virus (lasciamo perdere come) passa da un animale all’uomo. Se succede nel mondo senza vaccini questo virus comincia a mutare (abbiamo già detto come) e le mutazioni che conferiscono al virus un vantaggio (che tipicamente è costituito dalla maggiore contagiosità) cominciano a emergere e a prendere il sopravvento.
A un certo punto il virus arriverà alla massima contagiosità, infetterà la maggior parte degli abitanti della Terra e poi darà periodiche ondate epidemiche infettando i nuovi nati, non immuni, quando avranno raggiunto un numero tale da sostenere una trasmissione virale intensa.
Questo è accaduto per il morbillo, per la rosolia, per l’epatite A e per tanti altri virus: li abbiamo già trovati belli ed evoluti secoli (o millenni) dopo il loro passaggio all’uomo.
Il coronavirus ha fatto esattamente la stessa cosa: nel marzo 2020 è comparsa una prima variante che ha preso velocemente il sopravvento, poi è arrivata la variante alfa (inglese) che si trasmetteva di più ed è diventata quella dominante, ora c’è la delta che è ancora più contagiosa di quella alfa e sta velocemente prendendo il suo posto. Come conseguenza, il virus attuale è molto diverso da quello che circolava l’anno scorso: il virus è immensamente più contagioso (teniamone conto quando pensiamo alla apertura delle scuole).
A un certo punto è arrivato in tempo record e nel pieno della pandemia, per la prima volta nella storia dell’Uomo,  un vaccino molto efficace. A questo punto la variante conveniente per il virus non è più solo quella che si diffonde di più, ma anche quella che riesce a infettare i già vaccinati. Una simile variante, in assenza di vaccino, non avrebbe alcun vantaggio e non emergerebbe mai. Ma in presenza di vaccinati potrebbe emergere. Quindi, in un certo senso, è la vaccinazione a tappeto a creare le condizioni nelle quali un virus resistente potrebbe emergere.
Però non fate l’errore di considerare questo un effetto negativo dei vaccini: senza vaccini la variante non potrebbe emergere semplicemente perché troverebbe la strada libera verso il contagiare tutto il mondo. Il vaccino è un ostacolo che il virus PROVA a superare con una variante. Ci riuscirà? Questo non possiamo saperlo.
Fino al momento in cui scrivo queste righe una variante in grado di sfuggire al vaccino non è emersa, e nulla fa pensare che possa emergere, e se emergesse potrebbe essere meno patogena e/o meno contagiosa. Però siccome prevedere il futuro non rientra tra i compiti di uno scienziato, di più non si può dire.
Che cosa si può invece dire con certezza? Che per generare varianti il virus deve replicarsi infettando le persone. A ogni persona infettata il virus fa un tiro di dadi che potrebbe andargli bene, generando una variante resistente al vaccino. Quindi, in realtà, la strategia migliore che abbiamo per impedire a varianti virali resistenti al vaccino di emergere è vaccinare tutti quanti il prima possibile in modo da impedire al virus di replicarsi, e di provare a fregarci.
Come avete visto, la risposta non è semplicissima, per chi vuole approfondire proprio su questo tema ho pubblicato insieme a Eric Topol due articoli su Nature Medicine, che includono anche aspetti tecnici che qui ho omesso.”
Roberto Burioni

NARDONE

E ancora
“I vaccini sono sicuri:
L’obiettivo della vaccinazione non è evitare i contagi, ma evitare che le persone vadano in ospedale e muoiano.
In un mondo ideale, dove siamo tutti vaccinati, anche se io passo il contagio ad un altro non dovrei neanche fare dei tamponi perché colui che si infetta al massimo avrà una forma simil influenzale molto leggera. Ovviamente il vaccino riduce la possibilità di contagio, non la azzera, ma è molto più rara la possibilità di contagiarsi.
È un’assoluta fake news dire che questo vaccino non è sicuro perché non è stato sperimentato abbastanza, la tecnologia a mRNA nasce nel 1990.
La fase sperimentale non è durata poco, è durata il giusto.
Se per costruire il Ponte di Genova ci hanno messo un anno allora vuol dire che il ponte è insicuro perché di solito ci vogliono 20 anni per costruire un ponte?”
Matteo Bassetti

Infine le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
“La libertà è limitata dal virus, non dagli strumenti per sconfiggerlo. Si può dire ‘in casa mia il vaccino non entra’. Negli ambienti comuni no. Negli spazi condivisi le altre persone hanno il diritto che nessuno vi porti un alto pericolo di contagio”.
A tutti i cittadini interessa uscire da questo incubo quanto prima. E sta proprio allo Stato e agli scienziati riuscirci senza troppe chiacchiere.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.