Una guerra intestina di Forza Italia rischia di scrivere una sconfitta per Salvini e Meloni in Campania

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Per anni Forza Italia e’ stata lasciata in gestione di un gruppo dirigente in Campania  che non ha applicato alcuna politica  e non ha coinvolto i  territori , preoccupandosi di conservare i posti in prima fila nelle liste e del piccolo potere concesso dal Presidente Berlusconi . La politica e’ praticamente morta sui territori della provincia ed e’ innegabile rispetto ai risultati dei movimenti di protesta . Riproporre la figura di Caldoro vuol dire puntare sugli stessi schemi e sulle stesse logiche , ma non si comprende chi sia il capo politico di Forza Italia , non si comprende il ruolo di chi sia in questo momento . Le contese politiche femminili sembrano abbiano isolato Mara Carfagna e il fedele Paolo Russo si scaglia contro Antonio Tajani accusandolo di fare politica solo sui social . Una guerra intestina che vede le altre donne del Cavaliere unite e compatte e che mostra i suoi segni piu’ evidenti nell’ agosto del 2019 quando la Carfagna rifiuto’ un coordinamento che qualifico’ come un comitato di liquidazione .  Il problema non gravita intorno al nome di Stefano Caldoro , che piu’ volte abbiamo detto e’ stato sacrificato per rivestire ruoli romani , ma circa la struttura del coordinamento che e’ ingessato , arroccato sulle sue posizioni . Oggi questo partito non ha i numeri per imporre un candidato senza una decisione concertata e sicuramente il parere di Fulvio Martusciello e Aldo Patriciello che il 23 novembre saranno all’ Hotel Vesuvio con le concorrenti della Carfagna , quest’ ultima non e’ stata neanche menzionata sui manifesti , dovra’ pur contare qualcosa  . Un rilancio di Forza Italia in Campania ad otto mesi dalla scadenza della data delle regionali , considerato il buon lavoro della composizione di liste di Vincenzo Nespoli che preferisce restare in  low profile e quello di Michele Schiano passato in Fdi , sembra far comprendere che anche se fosse candidato Caldoro e se si riuscisse ad avere un risultato di vantaggio di certo gli equilibri sarebbero mutati . Il risultato delle liste a sostegno del candidato espresso da Forza Italia non comporrebbe un quadro a favore dell’ attuale quadro dirigente . L’ isolamento di Mara Carfagna che addirittura presuppone di passare con Italia Viva  non e’ una decisione presa con serenita’ ma sintomo di un malessere interno che chiaramente mette in crisi tutto il quadro campano e la proposta di candidarla rappresenta solo un modo di togliersela dai piedi da parte di chi non desidera piu’ la sua autorita’ senza assumere responsabilita’ concrete sui territori limitandosi a delegarle  e sorride a Salvini .

 

 

Redazione

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