Un anno per la Campania, De Luca: Tanti risultati, ora tre sfide al Governo

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Questa mattina nella sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia il Presidente Vincenzo De Luca ha presentato il bilancio 2022 dell’amministrazione regionale e con esso anche il volume “Un anno per la Campania” che racchiude, settore per settore, tutti i risultati raggiunti in questi 12 mesi di lavoro della Giunta.

Fra i più importanti, ha sottolineato De Luca, ce sono due dal grande valore politico: il primo riguarda “l’autonomia differenziata, un tema che si trascina da anni e che rischia di produrre una spaccatura dell’Italia e una marginalizzazione del Sud. Con una battaglia che è durata anni nei confronti di tutti i governi, di centrosinistra e di centrodestra, siamo riusciti a imporre la linea della Regione Campania: è stato infatti riconosciuto come pregiudiziale l’obbligo di definire i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) e quindi di mettere in discussione la spesa storica, ed è stata riconosciuta la necessità di evitare rotture per quanto riguarda la scuola e la sanità”.

campania 1Proprio su quest’ultimo tema la Campania ha portato a casa il secondo importantissimo obiettivo: “Per la prima volta dopo 10 anni siamo riusciti ad ottenere, da parte della conferenza Stato Regioni e quindi del Governo, l’acquisizione di criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale che tengano conto, oltre che dell’età media della popolazione, anche dell’aspettativa di vita, che in Campania è di 2 anni inferiore alla media nazionale, e della deprivazione sociale, cioè del livello di povertà”. Si pone così termine ad un sistema di riparto che “ci ha visti penalizzati ogni anno di 200 milioni di euro, in 10 anni di due miliardi, che ci sono stati derubati nell’indifferenza generale”.

Ora “sulla base di questi successi – ha detto ancora De Luca – lanciamo tre sfide. La prima sulla sanità perché in Italia il sistema sanitario pubblico si sta smantellando. Non c’è altra spiegazione rispetto ai due miliardi di euro appostati con quest’ultima legge di bilancio per un settore in cui non c’è personale, non ci sono livelli adeguati per i pronto soccorsi e si registra un aumento dei costi energetici di 1,5 miliardi per tenere aperti gli ospedali. La battaglia ora è per la difesa della sanità pubblica in Italia”.

La seconda sfida riguarda “un piano lavoro per i giovani del Sud che si concretizzi in un concorso per l’assunzione di 300.000 giovani meridionali nella pubblica amministrazione, in un territorio che ha il 2% in meno di pubblico impiego rispetto al centro nord e il 5-6% in meno su Francia e Germania. Pesa molto l’invecchiamento dei dipendenti nella pubblica amministrazione, è spesso difficile usare i fondi Ue e il Pnrr perché non esiste un ufficio tecnico adeguato nel 90% dei Comuni”.

La terza si riferisce all’obiettivo di “burocrazia zero da realizzare prima del progetto di autonomia su sette capitoli delegando alle Regioni pareri ambientali, impianti energetici regionali, autorizzazioni dei piani paesaggistici, trasformazione urbanistica ed edilizia, insediamenti produttivi e aree zes. Su questi 7 temi lanciamo una sfida sulla modernizzazione dello Stato, mentre sullo sfondo resta l’Autonomia Regionale”.

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Redazione

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