Umberto Tozzi ospite di ‘R…estate a Pompei’: “Chitarra, voce e family è il mio motto”

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Ha venduto più di 80 milioni di dischi ed è annoverato tra gli artisti italiani che in tal senso detengono un record; le sue canzoni sono inoltre state scelte come colonne sonore di film in Italia e all’estero, arrivando perfino ad Hollywood. Umberto Tozzi è per questo un vero guru della musica italiana e a 70 anni continua a far innamorare il pubblico con le sue canzoni.

Il suo tour ‘Gloria Forever’ dice tutto solo con il titolo. Abbiamo cantato le sue canzoni a squarciagola, le conosciamo a memoria e alla prima nota identifichiamo ogni suo cavallo di battaglia. Siamo insomma tutti un po’ “tozziani”, felici e spensierati di intonare ‘Gloria’, ‘Ti amo’, ‘Io camminerò’, piuttosto che ‘Gente di mare’, ‘Si può dare di più’ o ‘Donna amante mia’, ‘Stella stai’ e ‘Notte rosa’ che infiamma la manifestazione ‘R…estate a Pompei’, promossa dal sindaco Pietro Amitrano.

In un concerto che lascia ballare scatenato il pubblico, Tozzi regala il meglio di sé nonostante sia uscito da poco dal Covid e porti ancora strascichi nella voce di questa infezione, come confessa lui stesso dal palco.
Il chitarrista torinese ha un legame con la musica indissolubile, ma ammette di essere stato fortunato a restare sulla cresta dell’onda per tanti decenni.

Quando gli chiediamo quale sia il segreto del suo successo, Umberto risponde: “Ho avuto il privilegio di nascere in un periodo storico irripetibile in cui da Elvis ai Beteals c’è stata un’esplosione nella musica. Sono stato un privilegiato a fare questo lavoro. Ricordo ancora quando da ragazzo suonavo sulle panchine di Torino con la chitarra. ‘Sound of silence’ era un brano che adoravo e facevo ascoltare. Per questo lo ripropongo sempre. Ho fatto per otto anni il chitarrista e ho suonato anche con Battisti, prima di cantare. Del suo repertorio amo ‘I Giardini di Marzo’ che nel mio tour non dimentico mai”.

Il cantore dell’amore vestito di sonorità pop e rock, ha ricevuto ben 7 dischi di platino con ‘Gloria’; insieme a Raf ha partecipato all’Eurovision Song Contest classificandosi al terzo posto con il brano ‘Gente di mare’, datato 1987 ed è addirittura arrivato ad abbracciare tematiche sociali con ‘Si può dare di più’ che di fatto resta una delle colonne sonore umanitarie tutte italiane.

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I 50 anni di carriera di Tozzi splendono tutti e non si sentono. Anzi, si rinverdiscono ogni qual volta l’artista canta per la gente che lo acclama.
Il suo motto ad ogni esibizione? Chitarra, voce e family! Perché per Umberto il pubblico è famiglia e senza di lui non potrebbe vivere.

Gli bastano tre semplici accordi per trasformare tutto in magia…per sé e per chi lo ascolta. “Sulla musica ho un istinto naturale, scrivo una canzone in massimo tre ore”, ribadisce

Parlare di talento viene dunque naturale per un uomo che nasce timido, ma grazie alla musica trova il coraggio di raccontarsi facilmente. E soprattutto trova gli accordi giusti per raccontare l’amore, da buon romantico che ha sposato la moglie ben quattro volte e giura la risposerebbe ancora, per rinnovare un ‘si’ che è innamoramento continuo.

Complice questa solidità e soprattutto coerenza, non solo musicale, Tozzi resta una pietra miliare del repertorio italiano, arricchito tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, da brani indimenticabili per ogni stagione della nostra vita.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.