Testamento biologico, Filomena Gallo: “La vità è bella, preziosa e noi dobbiamo affrontare queste tematiche dal punto di vista delle libertà”

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Salerno, 12 mag. – Ritorna nell’ Università in cui si è laureata. Con emozione e determinazione Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, interviene sul tema del testamento biologico e dell’ eutanasia legale, presentando considerazioni e proposte derivate dalla sua esperienza di avvocato, docente universitaria e di donna che ha ascoltato e raccolto le esigenze collettive sul diritto alla scelta della procreazione e del fine vita.

NARDONE

L’Università di Fisciano accoglie proposte e pareri dell’attivista che al fianco di Marco Cappato sta condividendo e promuovendo la battaglia per la legge sul testamento biologico e l’eutanasia. Da cinque anni nero su bianco, l’Associazione Coscioni sollecita le istituzioni su due materie tanto delicate: “E’ vero, noi abbiamo lanciato insieme a Radicali Italiani e ad altri movimenti, una proposta di iniziativa popolare – conferma la segretaria della Coscioni – Abbiamo raccolto circa 70.000 firme depositate in Parlamento nel settembre 2013. Dagli inizi della prossima legislatura chiederemo ad ogni politico che ci avvicinerà, cosa pensa delle nostre considerazioni, fino ad arrivare alla calendarizzazione della nostra proposta di legge sull’eutanasia legale nel Paese. Vorrei fare una precisazione: non ci sono vite degne di essere vissute, non ci sono vite non degne di essere vissute. La vita è bella, è per tutti, è un bene prezioso e noi dobbiamo affrontare queste tematiche dal punto di vista delle libertà”.

E’ l’umanità e l’esperienza scientifica a guidare le parole di Filomena Gallo, che sollecita l’opinione collettiva sull’ipotesi di reato del sostegno dato a Dj Fabo dal collega Marco Cappato: “Nelle condizioni di Fabiano è reato o non è reato ciò che è accaduto? E’ questo che ci deve essere spiegato. Perchè se non è reato, la norma è ferma nel tempo e la Corte Costituzionale può dichiarare il diritto alla scelta della pratica di fine vita. Certo noi dobbiamo prevenire ogni forma di abuso, però devono esistere casi specifici che la giurisdizione deve contemplare e la nostra proposta di legge di iniziativa popolare tratta anche di questo. Se c’è un malato con una prognosi infausta, capace di intendere e di volere, che vuole una morte senza dolore, la Carta Costituzionale che ha alla base la garanzia di veder riconosciuta la tutela delle proprie libertà, deve essere interpretata democraticamente”.

Democrazia e attualità spesso cozzano e non camminano di pari passo in una macchina statale come la nostra, che già dai tempi del caso Welby o Englaro, avrebbe dovuto “sbracciarsi” creando garanzie a lungo raggio. Filomena Gallo con la Coscioni lotta per il diritto alla vita e alla felicità ad essa annessa, ribadendo: “Nonostante tutto siamo riusciti a modificare una legge tramite l’intervento dei tribunali e non tramite l’intervento del Parlamento. Parlo della legge 40 che regolamenta la procreazione assistita e che ha estraniato per anni alcune coppie tenendole sotto osservazione e chiudendo lo spazio al loro diritto alla felicità di costituire una famiglia”.

Realtà è che in Senato intanto sono riprese le audizioni sulla proposta di legge avanzata dall’ Associazione Coscioni. Il testamento biologico non è più progettualità, ma intende permettere al cittadino di esprimere la propria volontà su determinati trattamenti sanitari. Cultura, scienza e società, hanno sollevato la patina di omertà e ignoranza che le avvolgeva, riaccendendo i riflettori e le coscienze sulla necessità del rispetto del diritto alla libertà.

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.