‘Tartassati dalle tasse’, la comicità di Biagio Izzo invita a restare uomini onesti

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9E5CBE31 0AA4 4CA0 A53D 01EF17B4C1CDSant’Arpino, 7 nov. – Il Teatro Lendi di Sant’Arpino inaugura la stagione teatrale 2019-2020 con cumuli di risate e pienone in platea.
Il merito è della comicità di Biagio Izzo che in scena porta in anteprima nazionale, i problemi dei piccoli imprenditori vessati dalle tasse.

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L’apertura di un ristorante giapponese, con titolare Innocenzo Tarallo, self man, evoluzione di tre generazioni familiari di venditori baccalà, genera risate a crepapelle quando il cuoco giapponese mette in atto la strategia “del mezzo chilo”, per far credere alla clientela che il ristorante sia sempre pieno…da qui i guai con il fisco.
Sorgono dunque equivoci a catena che accendono i riflettori sulle motivazioni reali e reiterate delle evasioni fiscali, spesso giustificate con la necessità di assicurare ai figli ciò che chiedono e anche quello che non chiedono.

La commedia scivola veloce tra primo e secondo atto, con escalation umoristica di Biagio Izzo, fedele alla sua comicità Made in Naples.

La compagnia gli regge bene il passo, livellandosi sul palcoscenico, in dinamicità espressiva. Mario Porfito, Maresciallo della Finanza; Arduino Speranza, chef giapponese; Roberto Giordano, finanziere un po’ imbranato; Stefania De Francesco, moglie del Maresciallo ed Adele Vitale, figlia di Tarallo, si lanciano battute e riflessioni sulla vita con grande affiatamento.

Il testo che potrebbe apparire a tratti banale, ha tre morali importanti: la necessità di lavorare al sud e reinventarsi tra mille difficoltà, il rapporto padre-figli e l’importanza di rispettare le leggi dello Stato pensando al bene collettivo e non solo al proprio.

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C’ é chi nasce con la camicia e chi col senso di colpa – dice Tarallo – io non posso pagare le tasse al commercialista se non guadagno. Dovremmo creare una rivoluzione generale per questo”.

Questa frase proverbiale è la cornice in cui si innesta la battuta di Biagio Izzo, mattatore che più volte scende in platea e comunica col suo pubblico, tra una espressione da copione e una riflessione improvvisata.

Due sono i compagni di scena fondamentali perché Innocenzo Tarallo comprenda fattivamente che evadere le tasse alla lunga genera solo conseguenze negative: la figlia che da padre vedovo ama smisuratamente e che necessita di cure tanto da fargli proferire la frase: “se pagassimo le tasse il sistema sanitario funzionerebbe meglio”, e il Maresciallo della Guardia di Finanza Gilberto che gli parla di tre figli costretti per vivere secondo legge a mettere a bada i propri sogni senza lasciare Napoli, convinti della massima ‘Se diserto creo il deserto’.

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La conversazione lunga e non priva di frateindimenti tra Tarallo e il Maresciallo, dá però una grande lezione di vita che diventa chiara in scena ed é proferita dal Maresciallo Gilberto in persona: “Il vero sacrificio che si fa per i figli è quello di restare uomini totalmente onesti, non quello di evadere le tasse per assicurare loro qualcosa in più di quel che possiamo permetterci”.
Tartassati dalle tasse”, scritto e diretto da Eduardo Tartaglia, in scena da mercoledì 6 a venerdì 8 novembre, alle 21; e fuori abbonamento sabato 9 novembre (ore 21) e domenica 10 novembre (ore 18).

Foto di Arturo Favella

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.