Taglio ai vitalizi. Associazione ex parlamentari, Falomi: “questa legge mette le mani nelle tasche dei pensionati”

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Roma, 26 lug. – La legge Richetti che ricalcola i vitalizzi degli ex parlamentari “è incostituzionale”, ed è una “legge volantino”, approvata solo per essere “usata in campagna elettorale”. Il duro attacco arriva da Antonello Falomi, presidente dell’Associazione ex parlamentari. L’Associazione ha scritto a tutti i 630 deputati per spiegare le rimostranze rispetto alla legge.

NARDONE

“Pd e M5s – prosegue Falomi – sanno benissimo che la Consulta boccerà la legge, ma preferiscono portare avanti una legge propaganda, una legge volantino, da sbandierare in campagna elettorale”. Secondo Falomi, inoltre, “questa legge è un pericoloso precedente per mettere le mani nelle tasche dei pensionati, attraverso un ricalcolo delle loro pensioni. Il ricalcolo lo propongono anche Boeri, Cottarelli e il Fondo monetario Internazionale: quindi c’e’ un interesse preciso dietro a questa operazione”.

IL SISTEMA ATTUALE.

Con la riforma dei Regolamenti interni delle Camere del 2012, l’assegno vitalizio di deputati e di senatori è stato abolito e al suo posto è stato istituito un sistema di tipo previdenziale.

Tuttavia, i parlamentari cessati dal mandato prima del 2012 hanno continuato a percepire gli assegni vitalizi pre-riforma e a coloro che hanno esercitato un mandato prima di tale data, e che sono stati poi rieletti, viene applicato un sistema pro-rata, ossia basato in parte sulla quota di assegni vitalizi effettivamente maturata al 31 dicembre 2011 e in parte sulla quota calcolata con il nuovo sistema contributivo. I neo deputati, ossia quelli eletti la prima volta dopo la riforma, hanno invece diritto a una pensione interamente calcolata con tale sistema contributivo, che però ha regole differenti rispetto a quelle in vigore per i lavoratori dipendenti.

COSA CAMBIA.

La pdl Richetti prevede l’introduzione di un sistema previdenziale identico a quello vigente per i lavoratori dipendenti, e la sua estensione a tutti gli eletti, compresi gli ex parlamentari che attualmente beneficiano dell’assegno vitalizio, in modo da abolire definitivamente i trattamenti in essere basati ancora sul sistema dei vitalizi. La pdl interviene anche sui vitalizi dei consiglieri regionali e sul loro trattamento previdenziale, in modo da adeguarli al nuovo regime valido per i parlamentari e per la generalità dei lavoratori. Si prevede, quindi, che le Regioni, sia a statuto ordinario, sia a statuto speciale, e le province autonome di Trento e di Bolzano si debbano adeguare a quanto previsto per i parlamentari nazionali, pena la decurtazione del 50% delle spese per i vitalizi.

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Redazione

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