“Suor Maria Teresa Pernice – apostola della gioia”: da Torre del Greco a Napoli, da Napoli a Roma e oggi a Caserta … la sua storia di sorriso e dolcezza

Condividi
Il postulatore casertano don Antonio Di Nardo, ritorna in libreria con un altro studio dal titolo “Suor Maria Teresa Pernice – apostola della gioia”, editrice Velar, collana Blu Messaggeri d’Amore, stampato in Gorle (BG) nell’ottobre 2021. La divulgativa pubblicazione biografica porta la prefazione di mons. Fabio Fabene, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi. Per la stessa casa editrice e collana don Antonio Di Nardo ha pubblicato già altri volumi come quelli dedicati a”Madre Isabella de Rosis”, a “Madre Anna Sardiello” e “Giacomo Gaglione”. Proprio sul Venerabile Giacomo Gaglione nel 2019 ha edito due volumi: “Semi di Gloria”, LEV  e “Per Aspera ad Atra – L’esperienza Teologale di Giacomo Gaglione” Atetetra.
La pubblicazione “Suor Maria Teresa Pernice – apostola della gioia” viene a essere una biografia molto dettagliata e divulgativa sulla spiritualità e sull’ambiente vissuto da Suor Maria Teresa Pernice, nata Anna Gelsomina Pernice. L’opuscolo affronta la conoscenza del contesto storico e sociale di Torre del Greco in cui il 25 novembre 1939 nasce l’apostola della gioia e dunque il suo ambiente familiare e relative vicende famigliare che modificano l’impianto originario. Da qui vi è un appassionato excursus dalla nascita alla Prima Comunione e Crescita e alla vita parrocchiale in cui la protagonista è attiva presso la chiesa di Santa Maria La Bruna. In essa da un lato la bambina diventa ragazza e dunque vi è il vissuto adolescenziale e con esso la maturazione vocazionale. Ispirazione e metà della sua professione diventa l’esperienza di santità di Santa Giovanna Antida Thouret e da qui l’ingresso tra le Suore della Carità. La conoscenza delle Suore della Carità avviene proprio presso la parrocchia di Santa Maria La Bruna.
Don Antonio, sempre corredando di foto, cartine e didascalie a mo’ di mappa concettuale, affronta il momento della partenza, della vestizione e della prima professione. Il 20 settembre del 1956 sarà al Convento “Regna Coeli” di Napoli casa madre delle stesse Suore della Carità dove il 25 marzo 1957 inizia il noviziato mentre il 25 marzo 1958 con la vestizione cambia il nome “Anna Gelsomina Pernice” in “Suor Maria Teresa Pernice”. La pubblicazione diventa un’immersione nel vissuto spirituale della giovane Suor Maria Teresa Pernice dove “Dio solo” basta, secondo il carisma di Santa Giovanna Antida Thouret. La suora dal 1958 al 1960 va a Roma per frequentare un corso di Infermiera Professionale che la porterà appena rientra a Napoli alla Missione al policlinico vecchio di Napoli, dove sperimenta il suo Apostolato del sorriso e della dolcezza. Questo periodo è comunque sconvolto dalla prematura morte del papà Giuseppe. La suora ritrova un senso nella Sorriso e dolcezza anche negli anni a seguire nel momento della malattia e della pia morte.
Suor Maria Teresa Pernice è stata un’apostola della gioia: “Quando il 1° febbraio 1966, Suor Maria Teresa fece la professione perpetua, era ormai in fin di vita: tre giorni dopo infatti, a soli 26 anni, concludeva i suoi giorni sulla terra, nell’abbraccio eterno di Dio. Giovanissima aveva capito di voler dedicare la sua esistenza a Dio per i fratelli più bisognosi ed era entrata tra le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. Nel suo lavoro di infermiera professionale era ammirata dalle sue consorelle per la sua allegria, per la sua socievolezza e per i tanti carismi che metteva al servizio della comunità; ed era stimata dai medici, per la sua grande professionalità unita ad una luminosa carità che donava sia agli ammalati sia a tutto il personale dell’ospedale”. Per maggiori informazioni sulla pubblicazione, per acquisto o per organizzare eventi di presentazione è possibile contattare l’autore, il postulatore don Antonio Di Nardo (3384685721 – [email protected]

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. [email protected]