Suicidio a Poggioreale: Di Giacomo (S.PP.), riuscirà a scuotere la politica con la testa alle candidature per le nuove elezioni?

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“Riuscirà il suicidio di Iovine a Poggioreale – il quarto detenuto a togliersi la vita in carcere in Campania dall’inizio dell’anno, il 48esimo a livello nazionale – a scuotere la politica con la testa alle candidature per le nuove elezioni e a garantire destini personali?” È l’interrogativo del segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo per il quale “dietro la storia di questo detenuto anoressico e pertanto che aveva bisogno di cure ed assistenza specifiche specie psicologiche ci sono tanti detenuti fragili per problemi psichici e per altre ragioni di salute che si trovano in cella. Per tutti loro non ci sono psicologi e psichiatri, assistenti in grado di garantire sicurezza. Così questa estate di strage nell’assoluto silenzio generale, salvo qualche caso di commozione come per le più giovani recenti vittime, che però dura il tempo di leggere qualche articolo di giornale, passerà alla storia del sistema penitenziario del Paese per la più grave striscia di sangue con un suicidio ogni 4 giorni, 17 volte in più rispetto a quanto accade fuori. L’estate si conferma dunque stagione problematica da gestire nelle carceri, mentre l’unica Regione che ha attivato, sia pure solo di recente, un piano di prevenzione suicidi è la Regione Lombardia, un piano che contiene aspetti decisamente importanti come un programma individualizzato di presa in carico congiunta nel quale saranno indicati ulteriori interventi integrati degli operatori sanitari, di sostegno e di sorveglianza, secondo le necessità determinate dalle problematiche rilevate. Significativa inoltre la costituzione di uno staff multidisciplinare composto da rappresentanti del personale penitenziario e sanitario. Come sostengono gli esperti, la pandemia se in generale ha accentuato situazioni di disagio mentale, apprensione ed ansia, ha avuto e continua ad avere ripercussioni ancora più gravi nelle carceri dove – aggiunge Di Giacomo – il personale di sostegno psicologico come quello sanitario in generale ha numeri ridotti e non riesce a far fronte all’assistenza ancor più necessaria negli ultimi due anni di Covid. Come sindacato è da tempo che abbiamo proposto l’istituzione di Sportelli di sostegno psicologico, tanto più contando su almeno 3 mila laureati in psicologia che nel nostro Paese non lavorano con continuità. Come per il personale penitenziario che continua a dare prova di impegno civico è sicuramente utile attivare corsi di formazione ed aggiornamento per essere maggiormente preparati ad affrontare casi di autolesionismo e suicidio, oltre naturalmente a provvedere rapidamente all’atteso potenziamento degli organici”.

“Uno Stato che non riesce a garantire la sicurezza dei detenuti testimonia di aver rinunciato ai suoi doveri civici sino a far passare inosservata la strage. Il capo DAP proprio oggi ha annunciato linee guida per prevenire i suicidi e una task force. Siamo in attesa di conoscere le tardive misure che si intende adottare”.

Redazione

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