Stupro di Piacenza, la vittima “Sono disperata, mi hanno riconosciuta in quel video”

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anna tortora
Anna Tortora

“Sono disperata, mi hanno riconosciuta da quel video”. La vittima dello stupro di Piacenza ha dichiarato agli inquirenti di essere stata riconosciuta dalle immagini circolate nelle ore successive all’aggressione. La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per “diffusione senza consenso di materiale riproducente atti sessuali”. Nel mirino non soltanto il video pubblicato da siti, testate giornalistiche o politici, tra i quali la Meloni, ma anche la diffusione delle immagini all’interno delle chat private. L’accusato, un 27enne richieste asilo, si è dichiarato innocente, affermando di aver tentato di soccorrere la donna credendola vittima di un malore.
Molte le indignazioni riguardo la diffusione del video.
“Immagina di essere la donna che ha subito uno stupro in strada ed essere costretta a riviverlo per immagini, tue grida comprese, ogni volta che vai sul web, per anni e anni. Immagina quanto ti possa far stare male ogni singola volta aprire un sito di informazione o la pagina di un conoscente e sapere che potresti risentire le tue grida su quel marciapiede mentre venivi violentata. Basta questo pensiero per dire che chiunque stia facendo circolare quel video, che sia un sito di informazione, una persona comune o l’esponente di una qualunque forza politica per interessi di bottega, si mette dalla parte del carnefice e non della vittima.”
Michela Murgia, scrittrice

“La pubblicazione del video con una donna stuprata è uno schifo. Un doppio stupro. Si può denunciare ma esporre così è una violenza insopportabile.
Aggiungo che la pubblicazione è stata effettuata sul sito di un quotidiano. Ancora peggio.
Chiedo ufficialmente a Ilmessaggero.it di togliere quel video e possibilmente di riconoscere l’errore.”
Gaia Tortora, giornalista

“Serve un intervento immediato della polizia postale contro chi sta facendo girare il video – con le immagini e le voci – di una violenza sessuale, non preoccupandosi della donna che l’ha subita, solo per fare propaganda. Siamo nell’abisso.
Annalisa Cuzzocrea, giornalista

“Come purtroppo avevamo previsto, la donna che ha subito lo stupro a Piacenza è disperata perché è stata riconosciuta nel video. Vittima due volte. I pm indagano per revenge porn. Giorgia Meloni dica che ha sbagliato e chieda scusa. E poi mi appello a tutti: non accada più.”
Valeria Valente, PD

Senza il consenso della persona ripresa in un video, questo non può essere reso pubblico. Figuriamoci se la persona ripresa è vittima di un qualsiasi abuso.
E senza mezzi termini si esprime il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti “Quando pubblicare il video di uno stupro diventa un’altra violenza nei confronti della donna che lo ha subito. Vale per i media e per la politica.”

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.