Strage di Nizza

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Anna Tortora
Anna Tortora

“Nella chiesa di Notre-Dame a Nizza tre persone sono state uccise da un terrorista armato di coltello. Una donna è stata decapitata, un uomo – il sacrestano – sgozzato. La terza vittima, una donna, è morta per le ferite riportate in un bar dove aveva cercato rifugio fuggendo. C’è poi un ferito grave, colpito sul sagrato antistante il luogo di culto.
L’assalitore si chiama Brahim Aoussaoui, nato in Tunisia il 29 marzo 1999. È arrivato sull’isola di Lampedusa a settembre. Dopo aver passato il periodo di quarantena, è stato sbarcato a Bari il 9 ottobre. Ha ricevuto il foglio di via dalle autorità italiane, ma lasciato libero, ed è arrivato in Francia in modo clandestino”.
Marco Nese

NARDONE

Il presidente Macron, senza mezzi termini, parla di attentato terroristico islamico. Solo dieci giorni fa, la Francia ha subito un altro grave lutto per mano di un fondamentalista islamico che ha decapitato il professore Samuel Paty. E sempre in Francia, a Novembre 2015, ci fu la strage al teatro Bataclan, a Luglio 2016 padre Jaques Hamel, prete cattolico, venne sgozzato mentre celebrava la Santa messa.
Noi continuiamo a filosofeggiare sull’islam moderato, mentre i terroristi islamici nel nome di “Allah è il più grande” massacrano, sgozzano, decapitano. La prima reazione che si può trarre oggi, davanti alla notizia di Nizza, è che la rapida espansione dell’Islam sia stata vista subito come una sorprendente calamità.
Forse bisogna rivedere seriamente il concetto di Islam moderato al quale si aggrappano i buonisti nostrani. Non dico che tutti i musulmani siano terroristi, ma una distinzione andrebbe fatta.
È lecito chiedersi in quale misura l’ideale universalistico dell’Islam, di una fratellanza che trascenda i particolarismi etnici, trovi corrispondenza nella realtà. Si afferma comunemente che nell’Islam non ci sia discriminazione razziale, e questo è senz’altro vero a livello teorico.
Si ricorda a sostegno di questa tesi che il primo muezzin dell’Islam era un africano di pelle nera, cosa perfettamente naturale dati i buoni rapporti che i primi musulmani intrattennero con l’Etiopia. “Si citano addirittura episodi, aneddoti, che sembrano fatti apposta per contrapporre un Islam universale a un Cristianesimo imbevuto – già nel settimo secolo! – di pregiudizi razziali”. B. Lewis, Razza e colore nell’Islam, Milano, Longanesi, 1975
Che questi episodi siano veri o inventati, poco importa: se è vero, è degno di ammirazione il comportamento spontaneamente antirazzista.
Ma…perché accadono troppo spesso questo tipo di attentati?
“Il sindaco di Nizza che accusa l’islamofascismo del massacro in chiesa è accecato come i fanatici islamici e come loro non vede la realtà e la verità dei fatti. Gli idioti da sempre fanno il gioco dei terroristi. Ricordate le Br accusate di fascismo?”
Marcello Veneziani

Un altro dato da tener presente è l’ingresso dell’assassino, Brahim Aoussaoui, prima in Italia e poi in Francia. Troppe volte chi chiede più controlli ai confini viene definito, ingiustamente, razzista.
Il ministero dell’interno dovrà fare chiarezza su questa faccenda.
“… un Governo che chiude i ristoranti e non i porti, dovrebbe essere chiamato a rispondere di concorso in terrorismo”.
Giancarlo Lehner
E ancora non capiamo dove focalizzare il problema, senza prendere misure efficaci per risolvere!

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Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.