Space Jam: New Legends, il ritorno di un classico che non convince

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Anna Tortora

Dal 23 settembre è nelle sale cinematografiche Space Jam: New Legends, sequel del film cult degli anni Novanta che vedeva Michael Jordan incontrare i Looeny Tunes per un’epica ed esagerata partita di pallacanestro. Stavolta ad essere protagonista è un’altra leggenda del basket moderno: Lebron James. Ma questo nuovo Space Jam, purtroppo, non si rivela all’altezza del primo nonostante piacerà non poco agli spettatori più piccoli.

NARDONE

Le premesse della trama sono molto simili al cult con Michael Jordan: ritiratosi dai campi di pallacanestro, “The King” si ritrova a fronteggiare una minaccia extradimensionale. Viene infatti rapito, insieme a suo figlio Dom, dalla nuova intelligenza artificiale dei Warner Bros. Studios, che imprigiona padre e figlio in un mondo virtuale in cui coesistono tutti i principali franchise della casa cinematografica (dagli eroi DC Comis a Matrix, fino ovviamente ai cartoni dei Looney Tunes). Per fuggire dal cosiddetto “Serververso”, Lebron deve accettare la sfida estrema del suo antagonista (Don Cheadle, il “War Machine” nei film dei Marvel Studios): vincere una partita di pallacanestro contro dei potentissimi avatar virtuali. L’asso del basket troverà in Bugs Bunny e nei suoi amici cartooneschi gli unici alleati disposti a scendere sul parquet.

Purtroppo c’è da ammettere che Space Jam: New Legends non riesce a replicare la magia del film originale. Sono cambiati i tempi e anche il gusto di un pubblico, soprattutto adulto, che potrebbe non riuscire a venire a patti con la sceneggiatura piuttosto infantile del film. Discorso diverso invece per il target dei giovanissimi: la commistione tra disegno, tecnica digitale e attori in carne ed ossa, nonostante sia un po’ confusa nell’impiego degli effetti xpeiali, di sicuro ammalierà i più piccoli. I bambini saranno infatti ammaliati dalla simpatia dei Looney Tunes e in parte dal messaggio della pellicola, incentrato sul rapporto tra genitori e figli e sul perseguire i propri sogni liberamente.

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Gabriele Laurino

Mi chiamo Gabriele e sono da sempre appassionato di cultura pop. Cinema, televisione, fumetti e videogiochi sono il mio pane quotidiano, un amore che ho trasformato in un lavoro a tempo pieno. Mi occupo di critica cinematografica e videoludica, oltre che di informazione riguardante il mondo dello spettacolo, e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli per arricchire il mio bagaglio culturale.