Sosta senza precedenti e primi bilanci

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di Luca Muratgia.

Il campionato si ferma per un periodo di circa due mesi, la tanto discussa e commentata sosta per lasciare spazio all’altrettanto discusso Mondiale “Qatar 2022” è ormai una realtà.
Inevitabilmente, nonostante il campionato sia a meno della metà del suo percorso, è tempo di primi bilanci e riflessioni proprio perché, dati alla mano, ha riservato imprevedibili sorprese.
Nelle previsioni della vigilia, esperti ed addetti ai lavori presagivano che, accanto alle tre grandi del calcio italiano, Milan Inter e Juventus, la Roma sarebbe subentrata al Napoli nel quartetto scudetto a seguito di una campagna acquisti, (l’acquisto di Dybala su tutti) capace di risvegliare i sopiti entusiasmi dei tifosi giallorossi addirittura con circa 60.000 abbonamenti. In casa partenopea, invece, si respirava ben altra atmosfera con un clima di contestazione generato da un calcio mercato estivo caratterizzato da una vera e propria rifondazione che appariva, agli occhi dei tifosi ma non solo, come un inevitabile ridimensionamento. Lo scetticismo maturato, avrebbe potuto ritenersi anche comprensibile considerando che, in un’unica sessione di mercato, ci si era privati di giocatori del calibro di Insigne, Mertens, Koulibaly, Ospina e Fabian Ruiz, gli elementi di spicco insomma, capaci di innalzare in maniera considerevole il livello qualitativo e di personalità all’interno dello spogliatoio. La proclamata operazione di abbattimento del monte ingaggi, veniva interpretata, comprensibilmente, come mortificazione delle ambizioni che, appena fino all’anno precedente, avevano portato gli azzurri a sfiorare lo scudetto.
A testimonianza di quanto il calcio sia una scienza completamente inesatta, il Napoli ha completamente sovvertito tutti i pronostici; ci si è ritrovati da subito al cospetto di una squadra portata a dominare. I nuovi acquisti rivelazione, Kim e Kvaratskhelia su tutti, la consacrazione definitiva di Osimhen, Lobotka e Anguissa, hanno consentito, inaspettatamente, quel salto di qualità che mai si era riscontrato finora nelle stagioni precedenti. Inoltre si lavorato con intelligenza, sulla profondità della rosa, anche alla luce dell’esperienza degli anni immediatamente passati dove gli infortuni, e la mancanza di ricambi all’altezza, hanno rappresentato un limite invalicabil. Gli acquisti di Raspadori, Simeone, Ostigard e Oliveira, pertanto , sono fino ad ora risultati decisivi. Su questo aspetto è doveroso riconoscere i grandi meriti di Spalletti che, attraverso una gestione sapiente, ha sempre fatto sentire i giocatori, tutti, al centro del progetto, aspetto decisivo questo perché i cosiddetti subentranti, quando chiamati in causa, hanno sempre risposto con prestazioni di grande partecipazione, carattere e personalità. Si è creata un’alchimia capace di impressionare in Italia ma anche e soprattutto in Europa dove gli azzurri hanno pienamente dominato il proprio girone Champions nonostante la presenza di compagini, Liverpool su tutte, decisamente più avvezze agli ambienti Champions. Il campionato ha visto gli uomini di Spalletti dominare in lungo e in largo dimostrando, rispetto alle contendenti, un espressione di gioco e una continuità di rendimento di livello superiore. Va considerato che proprio le tre potenze del calcio italiano, nelle ultime giornate, sembrano aver di nuovo preso le redini del campionato, con la Juventus, distante dieci punti dai partenopei, alla sesta vittoria di fila. Il Milan che si è costantemente mantenuto nella scia della capolista e distante otto punti dalla stessa, riesce quasi sempre ad ottenere risultati positivi pur se stentati e senza convincere. L’Inter, infine, pur essendo partita malissimo, e pur mantenendosi a -11 dalla prima posizione, possiede, sulla carta, in organico potenzialmente superiore a tutte le altre competitor e, pertanto, da non considerare assolutamente fuori dai giochi. Tra l’altro, il 4 gennaio, il campionato ripartirà con il botto proprio con lo scontro diretto tra I nero azzurri e il Napoli di scena a San Siro.
Questa sosta è stata particolarmente discussa soprattutto in che modo il Napoli tornerà ad esprimere il proprio calcio dopo due mesi di stop forzato. Va precisato che la sosta non interessa solo il Napoli ma anche le altre protagoniste nella lotta scudetto. Inoltre proprio il Napoli nelle ultimissime giornate, è apparso particolarmente stanco, ottenendo comunque risultati pieni, ma stentando contro compagini come Empoli e Udinese di caratura decisamente inferiore a differenza delle altre che, dopo una fase critica iniziale, stavano tornando in auge e che vedono, proprio a causa della pausa, interrompere bruscamente il loro percorso di crescita. Da questo punto di vista, pertanto, il Napoli dalla più volte citata sosta potrebbe addirittura risultare avvantaggiato.
Gli otto punti rappresentano un vantaggio importante ma non deve illudere, l’esperienza insegna che nel calcio basta davvero poco per sovvertire i già precari equilibri; tra l’altro proprio l’ultima partita giocata dal Napoli contro l’Udinese, testimonia che anche i risultati più scontati e gli andamenti più incontrovertibili, possano essere improvvisamente sovvertiti. Sarebbe sufficiente una lieve fase calante con appena due risultati negativi per rimettere tutto in discussione. Si respira in città un’aria diversa, nuova, positiva, c’è entusiasmo ma la strada è ancora lunga.