Somma Vesuviana – Incendio Monte Somma. Dalla Francia arrivano 2 canadair, ma il sindaco denuncia i ritardo negli interventi.

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Somma Vesuviana, 14 luglio 2017 –  “I focolai stanno riprendendo vigore” dice il sindaco, mentre i volontari della protezione civile “Cobra2”  stanno salendo la montagna nel tentativo di spegnere i focolai via terra. Rabbia e polemiche montano alle pendici del Monte Somma – Vesuvio, ancora in fiamme. Tre canadair dopo le 17 di ieri sera hanno sorvolato Somma, compiendo solo 2 lanci di acqua ognuno per poi tornare questa mattina, mentre il bosco ha bruciato tutta la notte. Il sindaco Salvatore Di Sarno, ha reclamato i soccorsi promessi: “Sono arrabbiatissimo. I soccorsi e gli aiuti promessi dagli enti sovracomunali sono giunti con notevole ritardo. Forse volevano bruciasse anche la città di Somma”. All’appello del sindaco si è unito anche quello del segretario del Pd, Peppe Auriemma: “mi rivolgo alle forze di governo della Regione e del Governo centrale, occorre uno sforzo supplementare affinché non resti che cenere! Inviate mezzi e uomini anche dalle altre regioni!! Urgente!”  Momenti di forte tensione quelli dell’attesa. In prima linea ancora i volontari che in varie strade e sentieri hanno spento le ‘lingue’ di fuoco che si avvicinano alle zone abitate.  Dal Ciglio, il punto più alto di Somma, il fuoco sta divorando tutto arrivando a Via Palmentiello e via Bosco, aree montane, ma che distano tra i 400 e 500 metri dalle case, e se il vento che non ha dato tregua avesse alimentato le fiamme, tutto sarebbe andato in cenere. “Il mio è un grido di dolore. Io spero che come hanno promesso arrivino questi Canadair – dice il sindaco –  ma stiamo aspettando da ieri mattina. Ho parlato con chiunque per sollecitare i soccorsi, dai responsabili della protezione civile, ai politici regionali, ma esistono delle priorità. La mia montagna sta andando in fiamme, questa è una priorità, e ci sono ritardi nei soccorsi, qualcosa è sfuggito, è da sabato che si è cominciato con dei focolai ad Ottaviano. I Canadair dovevano irrorare da sabato quelle zone, con buone probabilità non ci sarebbe stata la disperazione e la devastazione che noi, popolo del Monte Somma- Vesuvio, stiamo vivendo. Stiamo, con i volontari della protezione civile, cercando di fare il massimo, ma proprio in questo istante sta andando in fiamme un altro castagneto”. Pochi istanti le parole del neo sindaco, un Canadair ha sorvolato Somma cominciando ad irrorare d’acqua proprio il castagneto. Poi i Canadair, che si sono rivelati essere tre, hanno agito non solo su Somma, ma anche nei comuni limitrofi: Sant’Anastasia, Pollena, Massa di Somma, San Sebastiano e anche Ottaviano. Non si arresta la disperazione del sindaco nel guardare cosa resta del Monte Somma e dice: “Spero che questa terra abbia ancora una speranza nel futuro, ma il ritardo ha fatto sì che del nostro polmone verde, forse tra i più importanti della Campania, resti ben poco”.  Un incendio cominciato sabato, e sicuramente mal gestito, benché Vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile abbiano dato il loro impegno in quelle prime ore, ma senza poter spegnere quello che forse da principio avrebbe voluto un ‘bagno’ del bosco molto più abbondante. Anche ieri sono scesi in campo ancora tutti i soccorritori, lottando contro le ‘lingue’ di fuoco sul Somma-Vesuvio. Hanno fatto tanto, ma nonostante tutto poco hanno potuto.  La Francia  ha risposto alla richiesta d’aiuto, attivando il criterio di protezione civile europea, come sperava il vicepresidente della camera Luigi Di Maio. Resta il disastro e un verde che impiegherà anni per rigenerarsi, e resta anche il lavoro compiuto da giorni dai veri eroi di questa battaglia, i volontari che stanno fronteggiando l’incendio.

NARDONE
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Maria Beneduce

Maria Beneduce