Somma Vesuviana, fallimento Dema: attesa udienza del 6 giugno presso il tribunale di Nola

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Somma Vesuviana, 3 giugno 2017 – I creditori (banche, Agenzia delle entrate e Inps) editeranno il fallimento Dema, attesa la relazione scritta per lunedì. Il tribunale di Nola accoglie con favore gli accordi di ‘ristrutturazione’ attuati della Dema S.p.a., azienda che si occupa di progettazione e realizzazione di componenti aereospaziali. Attesa la nuova udienza, nella quale la corte Monocratica darà l’indirizzo alle ‘sorti’ della Dema, e ai suoi debitori: banche, Agenzia delle Entrate e Inps, prevista per il prossimo 6 giugno. Oggi, dopo aver avviato un percorso di ristrutturazione dal 2013 e dopo che due ipotesi di transazione societaria non sono andate a buon fine, Dema potrebbe finalmente ‘chiudere’ con un azione positiva e per i lavoratori e per l’azienda, una parentesi che si protrae da diversi anni e che ha suscitato, dal febbraio 2016, l’attenzione della task force per le crisi di impresa del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha attivato un tavolo istituzionale costantemente aggiornato sull’evoluzione della vicenda. Una fase importante, evolutiva, che vede nei passaggi anche il Tribunale di Nola, dove l’azienda ha depositato (il 19 maggio scorso n.d.r) una duplice istanza volta a ottenere o una proroga del termine per il deposito degli accordi di ristrutturazione, oppure farsi autorizzare un finanziamento in prededuzione per un importo i 5 milioni circa. Quindi nell’ottica della prossima udienza stabilita dai giudici per il prossimo 6 giugno, Dema è adesso impegnata nella formalizzazione degli accordi con gli ultimi creditori, in particolar modo l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e le banche, e se non si concluderà presto questa fase, DEMA non potrà presentare l’istanza in tribunale per la sua omologazione, prevista per il 10 giugno 2017, vitale per la prosecuzione di ogni attività e della salvaguardia del livello occupazionale. In parallelo i potenziali azionisti,  che sono in costante contatto con tutti i principali clienti di DEMA, si sono resi disponibili a supportare il periodo che intercorre tra la formalizzazione degli accordi e l’omologa (elemento sospensivo per poter avere il versamento di 40 milioni di euro nelle casse della società) attraverso un finanziamento ponte per il quale il Tribunale di Nola si è pronunciato richiamando espressamente “il ceto creditorio alla necessità di non restare silente, e di assumere le responsabilità connesse alla gestione di una procedura di evidente impatto socio-economico sul territorio non solo campano (ciò tanto più rispetto a creditori istituzionali, pubblici e privati: Agenzia delle Entrate, INPS, istituti di credito). (Sentenza del 24 maggio 2017); tale finanza ponte (subordinata in primis alla firma di tutti gli accordi con i creditori) consentirà all’azienda di onorare gli impegni assunti sulle commesse esistenti e quelle di recente acquisizione”. È noto infatti che la crisi di DEMA è al 100% di natura finanziaria, avendo invece la stessa azienda un importante backlog di ordini con clienti come Leonardo, Bombardier, Pratt&Whitney Canada, eccetera, ma senza l’immissione di denaro, tutte queste commesse andranno perse.

NARDONE

 

 

 

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Maria Beneduce

Maria Beneduce

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