Somma Vesuviana, crisi Mibex: sono 45 i primi destinatari di licenziamento sui 70 annunciati

Condividi

Somma Vesuviana, 31 mag. – Erano ormai attese le lettere di licenziamento per gli operai della Mibex, e le prime 45 sono giunte ai destinatari. La Mibex (ex Vfl, e ex Fag), è una delle fabbriche di via San Sossio, comparto industriale della città vesuviana, che ancora oggi rappresenta un patrimonio storico e di competenze che la vede, impegnata nella produzione di cuscinetti per il settore ferroviario.  Mobilitazione, sit-in e tanta preoccupazione è quanto è ‘esploso’ circa due settimane fa, dopo la notizia delle 70 lettere di licenziamento, che hanno riportato la paura della perdita del lavoro e del redito fisso per 70 famiglie. Una possibilità protratta il più possibile, ma paventata dal gruppo torinese Massucco, già nella precedente difficoltà di pagamento degli stipendi avvenuta mesi fa, quando si parlava di ben 54 esuberi. Gli ammortizzatori sociali ‘terminano’ oggi 31 maggio, e dei 70 lavoratori sui 106 impiegati nella ditta, di cui si era annunciata la mobilità, per il momento ‘solo’ 45 vedono le prime famiglie con il reddito azzerato e per loro si sono resi disponibili i sindacati e gli uffici legali, per cercare di definire la posizione, o salvarla. Una crisi dell’economia industriale che in Campania sta prosciugando ovunque la ‘speranza’ e la possibilità di lavoro. Ancora un punto interrogativo anche per la condizione della Dema impegnata nel settore aereospaziale, che conta 358 addetti dell’impianto vesuviano, della fabbrica capofila, ubicata in via San Sossio, posta negli stessi cancelli n cui è presente la Mibex, e dove anche lì appesi al filo ci sono circa 100 operai. Per loro a far ben sperare sono gli accordi da ‘chiudere’ con le Banche, Inps e Agenzia delle Entrate e che salverebbero dal baratro la ‘capofila’ Dema di Somma Vesuviana, l’azienda dell’indotto aeronautico più grande della regione, con i suoi 800 dipendenti dislocati tra gli impianti di Somma, di Paolisi (Bn) e di Brindisi. La peggiore delle sorti è toccata allo storico salumificio “Spiezia” di San Vitaliano, costretto a chiudere i battenti, lasciando senza lavoro 84 dipendenti. Per loro ieri si è tenuta una fiaccolata a cui hanno preso parte gli oramai ex operai del salumificio Spezia e la Chiesa. Accanto a loro il vescovo Francesco Marino, il parlamentare Massimiliano Manfredi, l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri e il proprietario dello stabilimento, Liberato Spiezia.  Una cresi industriale che vede ‘crollare’ posti di lavoro uno dietro l’altro, mentre sempre più lavoratori con dignità tentano di ‘salvare’ il loro posto e le poche commesse che ancora giungono nei comparti di Somma Vesuviana, da dove solo qualche giorno fa, in segno di solidarietà nei confronti dell’annuncio delle 70 lettere di licenziamento per i metalmeccanici della Mibex, è partita una lettera rivolta al governatore Vincenzo De Luca dai colleghi della Dema, in cui si richiedeva il suo intervento a sostegno dei dipendenti , ma anche delle aziende. 

NARDONE

PER I PROSSIMI 120 GIRNI LA  VERTENZA RESTERA’ ANCORA APERTA

In queste ore sta precipitando la situazione alla Mibex, una delle industrie del nostro territorio. Sono partite le prime lettere di licenziamento: decine e decine di persone rischiano di restare senza un lavoro. Non posso non sentire il dramma di questi lavoratori e di un’impresa del nostro territorio che vive una seria crisi. Già quando sono stata chiamata ad amministrare ho potuto conoscere da vicino la questione e mi sono impegnata per cercare di trovare soluzioni percorribili. Profonderemo un impegno ancora maggiore per il futuro. Oggi, da candidata al consiglio comunale, affermo con responsabilità che faremo tutto il possibile, nessuno deve restare indietro. Noi Ora è dalla parte della gente e delle imprese di Somma Vesuviana.

 

loading...

Maria Beneduce

Maria Beneduce