Somma Vesuviana, crisi Dema: Inps disponibile a rinegoziare il debito

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Somma Vesuviana, 7 giu. – I giudici attendevano il sì dei creditori pubblici, Agenzia delle entrate e Inps, per rinegoziare il debito Dema. Ebbene il primo dei pareri favorevoli, e arrivato dall’Inps.  Un segnale di fiducia, e che fa ben sperare, e per il quale si era detto a lavoro il governatore Vincenzo De Luca. È ancora un’incognita, però, sulle decisioni dell’Agenzia delle Entrate. È infatti il fisco che si fa attendere, o meglio, che al momento fa ancora mancare il suo parere favorevole, non avendo ancora provveduto ad inviare per scritto la relazione con il proprio parere alla corte monocratica, che a Nola discute del caso. L’azienda, ottenendo anche il secondo si degli enti debitori, sarebbe a solo pochi passi dalla conclusione di un percorso di ristrutturazione cominciato nel 2013 con una procedura di concordato preventivo per ridistribuire negli anni un debito di circa 100 milioni, e a tal fine sono state avviate transazioni fiscali con l’Inps e con l’Agenzia delle Entrate.  Essenziale, però, è che si concluda questa fase al più presto, per dare la possibilità a Dema di presentare istanza al Tribunale di Nola per la sua omologazione, che le consentirà di poter ottenere un versamento di 40 milioni attraverso un finanziamento, e poter così onorare gli impegni assunti con le commesse esistenti con Leonardo, Bombardier, [email protected] Canada e altri prestigiosi clienti al fine di non far sfumare altra occupazione. Se come in tanti auspicano dovesse verificarsi la rinegoziazione del debito da parte dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, sarebbe il fondo inglese Bybrook a dare un’ulteriore finanziamento di 5 milioni di euro, e dare così nuova linfa all’azienda. In realtà sarebbe proprio Bybrook il nuovo investitore in cui ora ripone le ‘speranze’ Dema.  Il no dell’Agenzia delle Entrate, equivarrebbe al fallimento dell’azienda operante nel settore aerospaziale, presente in Campania oltre che in Puglia, e dove il futuro di circa 500 metalmeccanici al momento è appeso ad un filo. Una posizione delicata, quella della Dema, e che nelle scorse ore gli stessi sindacati nel loro appello hanno definito la crisi dell’azienda unicamente legata ad fattore economico, precisando la presenza di commesse sufficienti a tenere ‘salda’ l’attività. Un destino, quello di Dema, per ora ‘depositato’ nelle volontà dell’Agenzia delle Entrate. Un sì atteso, e altri nove giorni utili, prima che i magistrati dichiarino il tracollo dell’Azienda.

NARDONE

 

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Maria Beneduce

Maria Beneduce

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