SiNAPPe: “L’infelice affermazione di Gratteri denigra la Polizia Penitenziaria”

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Durante il programma di approfondimento quotidiano su temi di attualità “Otto e mezzo”, andato in onda nella serata di ieri 17 novembre su La 7, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha affermato con estrema sicurezza che “Se si mettessero gli inibitori di telefonini sui tetti dei carceri, ci sarebbe la rivolta della Polizia Penitenziaria che, invece di controllare cosa succede in carcere, si metterebbero a giocare con il telefonino”.
“L’affermazione di Gratteri, che reputiamo infondata e poco rispettosa delle funzioni del Corpo di Polizia Penitenziaria, espressa per di più da un addetto ai lavori che dovrebbe sapere che i cellulari all’interno della sezione sono vietati al personale della Polizia Penitenziara”, – afferma il Dott. Roberto Santini, Segretario Generale del SiNAPPe “offende il lavoro e l’impegno costante di tutti gli uomini e le donne in divisa blu che per 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, espletano un servizio faticoso ed ai più sconosciuto (come ha dimostrato lo stesso Gratteri!)”.
“Affermiamo a gran voce, invece, che il Corpo di Polizia Penitenziaria sarebbe ben favorevole all’installazione di inibitori” – ha concluso Santini – “in quanto, potrebbero essere una valida soluzione all’introduzione illegale dei cellulari all’interno delle carceri italiane che è un fenomeno difficilmente contrastabile dai poliziotti, che non dispongono di mezzi e risorse adeguate” .
Auspichiamo pertanto che il Capo del Dap, dott. Bernardo Petralia, possa prendere le distanze da tali affermazioni e pretendere delle scuse da parte del Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

NARDONE
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