Sex Education 3 su Netflix: una serie perfetta per insegnare il sesso

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Gabriele Laurino

Non è mai facile parlare di sesso agli adolescenti: un tabù spesso imbarazzante per giovani e adulti, ma che il cinema e la televisione hanno spesso cercato di declinare. In chiave drammatica, soprattutto se si parla di rapporti tra adolescenti. Netflix, un vero top player ormai per quanto riguarda l’intrattenimento digitale, ha centrato il bersaglio con Sex Education: la serie creata da Laurie Nunn – e che vede alla regia anche Kate Herron, la quale ha diretto Loki – è da anni tra le migliori produzioni originali del colosso streaming e dal 17 settembre inaugura la sua terza stagione.

NARDONE

Sex Education è un racconto che si maschera da brillante commedia romantica per trattare tematiche ora leggere, ora più profonde: la storia è quella di Otis Milburne (interpretato da Asa Butterfield), un adolescente con problemi di masturbazione, incapace di sentirsi a proprio agio con il suo corpo. Questo a causa della presenza di sua madre Jean (Gillian Anderson), una sessuologa professionista fin troppo invadente nei confronti dell’intimità di suo figlio. Otis frequenta il liceo Moordale, in un’Inghilterra patinata e scenograficamente fuori dal tempo. Una scuola in cui la “diseducazione” sul sesso dilaga, tra rapporti promiscui non protetti, discriminazioni e pesanti insicurezze. Ma è quando il protagonista incontra Maeve (Emma Mackey), scapestrata e incosciente ragazza di strada, che tutto cambia: grazie alle nozioni imparate da sua madre, e alla sua propensione all’ascolto, Otis si rivela un esperto in educazione sessuale e inizia a dare preziosi consigli a tutti i compagni di scuola che gli confidano le proprie turbe. Maeve e Otis aprono così un consultorio clandestino, situato nei bagni abbandonati nella scuola, fornendo terapia in cambio di denaro. Il rapporto “professionale” tra i due sfocia ben presto in amore da parte del protagonista, incapace tuttavia di rivelare i propri sentimenti ad una ragazza come Maeve. Attorno ai due prende vita, sin dalla prima stagione, un cast di personaggi memorabili e ben scritti, nei confronti dei quali è praticamente impossibile non affezionarsi.

Si arriva alla terza stagione, disponibile su Netflix dal 17 settembre, e dopo tre edizioni c’è da dire che Sex Education è ancora una delle migliori serie disponibili nel catalogo della piattaforma streaming. Una sceneggiatura sempre fresca, divertente e semplice, che tratta con leggerezza e delicatezza tematiche anche molto complesse: in Sex Education si parla di amore, sesso tra adolescenti, problemi di erezione e di orgasmo precoce, ma anche di rapporto con il proprio corpo, di aborto, di amore omosessuale, di molestia e persino di identità di genere. Un titolo che non rinuncia nemmeno ad una messinscena piacevole a guardarsi, colorata, inserita in una cornice visiva (un’Inghilterra un po’ rurale, lontana dalle grandi metropoli) che dona carattere e identità all’opera.

Una visione consigliata a tutti, adulti e giovani: i primi potrebbero riscoprire il rapporto con i propri figli e capire come approcciarsi alla loro identità sessuale, otlre a identificarsi con molti dei genitori rappresentati nella serie. I secondi, semplicemente, si divertiranno e rifletteranno al tempo stesso, affezionandosi non poco alle (dis)avventure sentimentali di Otis e Maeve.

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Gabriele Laurino

Mi chiamo Gabriele e sono da sempre appassionato di cultura pop. Cinema, televisione, fumetti e videogiochi sono il mio pane quotidiano, un amore che ho trasformato in un lavoro a tempo pieno. Mi occupo di critica cinematografica e videoludica, oltre che di informazione riguardante il mondo dello spettacolo, e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli per arricchire il mio bagaglio culturale.