Scomunicare i corrotti, Giulia Bongiorno : Perché non scomunicare i pedofili?”

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Roma, 19 giu. – Sta facendo discutere la notizia che il Vaticano sta studiando la possibilità di scomunicare per corruzione e associazione mafiosa. Una sfida lanciata dal dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale qualche giorno fa e sulla qule si è gettato a capofitto monsignor Galantino. “I mafiosi e i corrotti quando travolgono tutto e tutti per raggiungere il loro obiettivo non appartengono alla Chiesa, ha detto il segretario generale della Conferenza Episcopale italiana, intervenendo a Bologna a “La Repubblica delle idee”.

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E a raccogliere la sfida con idee molto diverse è l’avvocato Giulia Bongiorno, che in un’intervista a Il Messaggero spiega: “Corruzione e mafia reati abominevoli, ma la scomunica su cosa si basa – s’interroga il legale prima su Twitter -? Sulle sentenze definitive? Giustizia umana non è giustizia divina”, è la sua argomentazione.

Dunque, al quotidiano capitolino esplica in maniera dettagliata il suo pensiero: “Perché tanti dubbi? Il messaggio diffuso è ampiamente condivisibile, perché è contro l’ambiguità di chi vuole vivere due vite diverse, da cattolico e da mafioso o corrotto. La corruzione è un reato che pregiudica il principio sacrosanto del merito, e penalizza gli umili, quindi è giusto che la Chiesa li protegga”, spiega Giulia Bongiorno. «Il dubbio nasce sul fatto che il Papa focalizzi l’attenzione solo su questi due reati, pensando a un vademecum con delle regole che permetteranno di applicare la scomunica di volta in volta, o forse si farà un decreto. Perché – sottolinea la Bongiorno – allora non inserire anche la pedofilia e il femminicidio?”.

 

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Redazione

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