Sant’Anastasia, la Festa degli orti sociali e la loro intensificazione

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Sant’Anastasia, 19 aprile 2019 – Orti sociali: a tre anni dalla loro inaugurazione ecco la “festa”, che si terra il 22 aprile alle 10 presso il parco pubblico “Villa Tortora Brayda”. Denominata “festa degli orti sociali”, l’evento sarà l’occasione per far conoscere alla cittadinanza l’impegno degli anziani nel seminare  il proprio ‘orticello’. Nel corso della mattinata sarà possibile degustare anche i prodotti degli orti. I lotti in cui  fu diviso il terreno comunale non sono superiori a 100 mq. ed è consentita la coltivazione esclusivamente di ortaggi, piccoli frutti (lamponi, mirtilli, fragole, ribes…) e fiori. L’iniziativa venne proposta dalla proloco, con lo scopo di porre attenzione alle fasce deboli, proponendo il progetto al Comune di Sant’Anastasia, che andò a buon fine con l’assegnazione dei lotti dopo la consegna delle domande e prima ancora con l’uscita del bando. Cosa son gli orti sociali, null’altro che modesti fazzoletti di terreno di proprietà comunale a uso ortivo,  affidati  ai cittadini anastasiani con disagi economici e ad anziani, in concessione gratuita dove il raccolto finale verrà utilizzato per scopi collettivi. Un  progetto nato  per volere della pro loco dell’Arco locale, con l’impegno profuso da parte del presidente Ciro Fiore e dal consulente esperto in materia ambientale Raffaele Coccia. La zona  dove sono  stati disposti e assegnati i lotti cosi come previsto nel progetto, è lo spazio che estirpato dalla erbacce, si trova adiacente al santuario della Madonna dell’Arco, Tortora Brayda, che vanta un ecosistema di grande interesse. Il Parco Tortora Brayda, noto come il boschetto, ecosistema importante per la sopravvivenza di specie avicole, custodisce da anni 94 esemplari di lecci, 7 allori, 6 querce caducifoglia e 3 platani, taluni dei quali risalgono all’epoca del Real Orto Botanico e del Parco di Capodimonte di Napoli. L’annessa villa Tortora Brayda risalente al 1700, che già in passato, grazie all’opera del Prof. Marco Monticelli, divenne luogo di emancipazione sociale e di sostegno delle classi meno abbienti. Il programma è il frutto di un progetto sperimentale, di valorizzazione dell’agro alimentare locale e di tutela dei valori associativi per ottenere prodotti agricoli a scopo benefico e di autoconsumo, e probabilmente la “festa” vuole assegnargli la buona riuscita. Lo conferma il primo cittadino Lello Abete che annuncia : “Orti sociali, un’ottima intuizione che presto intensificheremo”. Il bando e le assegnazioni furono effettuate quando la cittadina era in fase di commissariamento. “Da qualche anno, a Sant’Anastasia si da la possibilità di coltivare terreni di proprietà comunale – spiega Abete –  per favorire l’integrazione sociale e sensibilizzare sull’importanza della coltivazione diretta sui nostri terreni. Gli orti sociali sono divenuti uno stimolo ed esempio di chi, in questi anni, si è preso cura di questi terreni. È nostra intenzione concentrarci ancora di più su questo riuscitissimo esperimento sociale e metteremo a disposizione altro terreno da destinare agli orti sociali”.

NARDONE
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Maria Beneduce

Maria Beneduce