Sant’Anastasia: Il paese non dimentica la “Flobert e le sue tredici vittime”

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Sant’Anastasia, 12 aprile 2017 – Nel compiersi del 42°esimo anno dallo ‘scoppio’ della fabbrica di armi giocattolo, avvenuto 11 aprile 1975, in cui persero la vita 13 persone, Sant’Anastasia non dimentica di onorare i morti del 1975 nella con la “Giornata della memoria per le vittime della Flobert”.

NARDONE

La storia -Successe quarantadue anni fa, era venerdì 11 aprile del 1975, gli operai alle loro postazioni erano di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Ottaviano, Marigliano e Portici, e morirono subito nello scoppio accidentale verificatosi intorno alle 13,45 alla fabbrica di armi giocattolo, sita in contrada Romani a Sant’Anastasia, a due passi dal Santuario di Madonna dell’Arco. Un’operaia, risultata in seguito essere la tredicesima vittima, morì tre giorni dopo lo scoppio a causa delle gravi ustioni riportate. Una tragedia ancora viva e tramandata nella memoria di tanti, e che nel 2012 è stata istituzionalizzata dall’amministrazione, di cui era sindaco Carmine Esposito.  Ricostruzioni e documentari raccontano la tragedia anastasiana: in tutto gli operai erano circa una sessantina, molti dei quali giovanissimi, molti dei quali a nero. Le loro giornate passavano nelle grosse baracche di legno e lamiera, dove anche maneggiare polveri esplosive, era lavoro, anche se senza alcuna precauzione. Quel venerdì in una delle baracche, erano ammucchiate ben 200.000 cartucce.

La lapide – Una tragedia che ha segnato profondamente la Comunità, che In occasione della giornata della Memoria commemora la tragedia dell’esplosione della fabbrica di giocattoli dei “Romani”. Al cimitero sulla loro tomba ‘comunitaria’ si legge: “Pagarono con la vita il pane, la pietà del popolo li volle qui riuniti”. Ma la memoria non è mai abbastanza.

La commemorazione religiosa – Come di consuetudine ieri mattina, sul grande quadrato che ‘ospita’ le vittime della flobert, la deposizione della corona di alloro come ricordo e ‘denuncia’ di quanto sia importante la sicurezza dei luoghi di lavoro per evitare morte bianche.

La testimonianza – È Ciro Liguoro, ex operaio della Flobert allora 24 enne, unico ad essere sopravvissuto allo scoppio e testimone di quanto sia importante, ieri come oggi, la sicurezza sui luoghi di lavoro. Lui ha portato negli anni la denuncia sull’insicurezza del capannone della Flobert, in cui furono costretti a realizzare circa 20mila proiettili di plastica, raccontando del primo e del secondo scoppio, e della sua miracolosa sopravvivenza. Una tragedia, quella della Flobert, che divenne il simbolo della lotta operaia per la sicurezza sul lavoro nel vesuviano, e che ancora oggi è impressa nei ricordi. “Ero in campagna con i miei genitori, all’improvviso un fumo nero, e cose in aria ci fecero atterrire – questo il ricordo di Nunzia, bambina di cinque anni nel ’75 – Ricordo mio padre e mia madre parlare, e guardare peggio di me spaventati verso quel fumo nero, dicendo tra loro – sono corpi? Che dolore, il ricordo è ancora vivo!” La testimonianza di Liguoro, è stata  catturata anche nel documentario ’a Flobert di Maurizio Gibertini in cui diceva: “Il padrone ci aveva chiamato negli uffici pochi giorni prima per dirci che avevamo il posto di lavoro, eravamo tutti giovani e contenti. Però, ci disse, c’è una cosa, una cosa da niente. Dovete costruire dei proiettili per le pistole Flobert. Però ci assicurò che non c’era nessun problema”.

Da allora Sant’Anastasia non dimentica, e con testi come “’a Flobert” simbolo del gruppo operaio “’e Zezi” e con la musica e le canzoni dei diversi gli artisti nati o addottati da questo comune che ricordano con la loro arte la tragedia avvenuta 42 anni fa, tra questi Michele Buonocore (cantautore) e Girolamo De Simone (compositore), diventa ‘bandiera’ per la lotta al lavoro nero

Ieri al Comune: nella giornata “anastasiana del ricordo”, spiega il sindaco lello Abete due eventi importanti nelle nostre scuole. Però di questa pagina di storia e dramma – precisa Abete –  il ‘ricordo’ non si è perso neanche tra i più giovani, e nelle nostre scuole si è respirato un bellissimo clima. Il percorso sulla legalità intrapreso dal I Istituto Comprensivo “De Rosa” ha visto protagonisti i ragazzi e lo scrittore Tonino Scala con un proficuo dibattito sul libro “La camorra uccide, il silenzio anche”. Una grandissima partecipazione ed un forte impegno della preside Maria Capone che ringrazio e dei docenti. Alla scuola Portali, invece, questa mattina è stato inaugurato il nuovo refettorio per i piccoli alunni della scuola materna. Grazie all’impegno della preside Angela De Falco, dei docenti e dei genitori che si sono autofinanziati per allestire il refettorio”.

Oggi, al cimitero comunale è avvenuta la celebrazione commemorativa presieduta dal parroco don Ciccio D’Ascoli in ricordo delle vittime del tragico scoppio della Flobert avvenuto 42 anni fa.

In ricordo di:

Giuseppe Mosca, 20 anni; Antonio Tramontano, 21 anni; Giuseppe Sorrentio, 22 anni; Antonio Savarese, 23 anni;Mariano Barra, 24 anni;Giovanni Esposito, 25 anni;Antonio Frasca, 25 anni; Michele Allocca, 32 anni;Michele Esposito 34 anni; Giovanni caruso, 35 anni;Giovann Ceriello, 39 anni; Vincezo Florio, 42 anni; manca il mone della 13 esima vittima inserita solo di recente tra le vittime peche i parenti hanno riportato all’attenzione dell’Ente locale, solo diversi anni fa della morte sopraggiunta solo dopo qualche giorno.

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Maria Beneduce

Maria Beneduce