Salvini, La Morgese e il disequilibrio politico togato

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Anna Tortora
Anna Tortora

“Non occorre avere in simpatia Matteo Salvini per considerare il processo di Catania una grave forzatura o, come ha scritto Carlo Nordio, “una pericolosa interferenza della magistratura” sulla politica. L’ex ministro dell’Interno viene processato per aver negato lo sbarco a 131 migranti della Gregoretti per 5 giorni; l’attuale ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, viene ignorata dai magistrati pur avendo negato lo sbarco a 149 migranti della Alan Kurdi per 10 giorni; processare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, responsabile ultimo di entrambe le scelte, non se ne parla: quando la giustizia è asimmetrica sconfina nella politica e quando la giustizia sconfina nella politica parte lesa è la democrazia.”
Andrea Cangini

NARDONE

Il muro della giustizia è duro da abbattere. In Italia funziona così…

“Uno dei problemi della giustizia italiana è che sono i pubblici ministeri ad incontrare i giudici ogni giorno, anche prima della sentenza, perché hanno l’ufficio a fianco, vanno a prendere il caffè insieme, hanno fatto lo stesso concorso”.
Silvio Berlusconi

“Alcuni magistrati hanno usato il loro potere per condizionare la politica.Serve una riforma della Giustizia, una riforma del Csm e la separazione delle carriere…”
Antonio Tajani da Catania per sostenere Salvini

“Lo sappiamo tutti da decenni…Non pochi pm passano notizie, ovviamente non coperte da segreto di indagine, e retroscena a ben selezionati giornalisti i quali ci campano e ripagano con notorietà, sostegno e visibilità, cioè potere.
Non pochi pm, i soliti noti, vengono permanentemente chiamati a fare da opinionisti sull’universo mondo. Entrambi, insieme e separatamente sono attori della scena politica, in proprio e anche in sintonia con pezzi del potere politico sempre diversi…Un corto circuito che ha avuto anche l’effetto di una sorta di soggezione psicologica e ambientale di pezzi della magistratura giudicante.  Entrambi, in stretta collaborazione, hanno causato e strenuamente difeso la degenerazione del sistema giudiziario rendendo di fatto lo Stato una repubblica magistratuale, indebolendo una politica pavida e inetta e approfittando di questa debolezza. La possibilità, poi, di passare dal ruolo requirente a quello giudicante e viceversa, possibilità governata dall’unico CSM,  ha reso il virus incontrollabile. Un letamaio, insomma. Adesso la cosa è diventata visibile e non più negabile”.
Luigi Bobbio


Possibile che si tiri sempre per una parte politica? Certo e qui si tratta, come dice il giudice Bobbio, di una evidenza non più negabile.
E torniamo a Salvini, di cui ho scritto anche quando fu votata, in Senato, l’autorizzazione a procedere.

“Come altro definirli se non traditori e buffoni i colleghi di governo e di maggioranza di Salvini che sostennero la sua azione di ministro su open arms e ora votano per farlo processare? Ma Conte non prova alcuna vergogna?
Per non dire del girella fiorentino, alle cui giravolte è appesa da un anno la politica italiana”
Marcello Veneziani.

“Nessuna solidarietà per Renzi che si dice perseguitato dalla magistratura. Chi non s’è mai curato dello squilibrio istituzionale non ha diritto ad alcun sostegno.
Sostiene un Esecutivo che annulla di fatto la prescrizione, concedendo ai togati di portare avanti per decenni un procedimento, tenendo impiccato a vita un non-colpevole.
Da capo dell’Esecutivo, poi, non solo ebbe timore di avviare una seria riforma della giustizia, ma non riuscì, dopo averlo promesso, neppure a limare di qualche giorno le infinite ferie della casta togata.
Comunisti e sinistra Dc, che hanno vissuto di rendita grazie alle inchieste strabiche ed unidirezionali, che si sono macchiati negli anni del letame manettaro, oggi accettino quelle che definiscono persecuzioni, ma che sono soltanto il raccolto delle loro semine.”
Giancarlo Lehner, 27 novembre 2019

Lungimirante è dir poco.

“Siamo costretti a vivere in una nazione in cui, secondo le leggi vigenti, se in Italia dei delinquenti sequestrano un cittadino del tutto incolpevole, lo Stato, in persona dei magistrati, sequestra i beni dei parenti per impedire il pagamento del riscatto; se invece un qualsiasi cittadino bimbominkia si fa sequestrare all’estero, in un paese notoriamente pericoloso dove si è recato di sua volontà per fare il buon samaritano a favore di stranieri, allora lo stesso Stato, in persona del governo, sborsa subito milioni di euro per pagare il riscatto…Allora, o si cambia la legge o la magistratura inizia a mettere sotto processo per favoreggiamento reale o concorso in sequestro di persona il governo e i suoi agenti. Certamente così non può continuare”.
Luigi Bobbio, 10 maggio

Parole forti che indicano un’urgenza sperata da tanti, ma sempre pochi rispetto a chi opera a proprio vantaggio.
Una giustizia chiusa in se stessa non cresce. Perché si riduce ogni ‘innovazione’, rifiuto di ogni collaborazione e indagine: quello che sta bene e entra nella mia prigione individuale, è accolto. Il recupero di una Giustizia (con la G maiuscola) è un impegno urgente in questo momento.

“Toghe rosse e magistrati, rito Davigo a difesa del Governo Conte. Salvini sotto processo per una puttanata a Catania. Giallorossi con salvacondotto giudiziario: casi insabbiati e avvisi di garanzie nel limbo. Un equilibrio politico togato”.
Augusto Minzolini

Questa visione ci permette tuttavia di affrontare il problema. La cellula che ha perso la propria memoria la deve ritrovare. Noi possiamo fare tutte le discussioni tecniche, ma se non entriamo in questa dimensione non cogliamo il perché di certe cose.

“Cari amici magistrati, avete un avversario politico, magari uno che minaccia una pur minima riforma della giustizia e che, in aggiunta, insinua che siete una casta privilegiata, anzi faraonica?
Accusatelo di qualcosa a vanvera, stoppatelo per tutto il tempo necessario, fategli perdere metà dei consensi, poi c’è sempre tempo per archiviare il reato scaturito dalla vostra vorace creatività togata”.
Giancarlo Lehner

Ma purtroppo in Italia la situazione è rimasta quella che era nonostante le tante parole (sacrosante). Non vi è stata una vera inversione di tendenza.

“C’è una piccola (per fortuna) parte della magistratura che pensa di eliminare l’avversario politico in tribunale. Ci hanno provato per anni con Silvio Berlusconi, ora tentano con Matteo Salvini.
Questo processo è una farsa!
Matteo Salvini ha agito per difendere il nostro Paese e i suoi confini, ha operato come ogni ministro dell’Interno dovrebbe fare in virtù del giuramento prestato sulla Costituzione il giorno dell’incarico al Viminale.
Non c’è altra verità e questo processo, benché assurdo, la farà emergere in maniera ancora più chiara.
Al mio Amico Matteo dico: vai avanti così, con la schiena dritta e la stessa determinazione che ha sempre segnato il tuo percorso!”
Licia Ronzulli


Nel caso del processo a Salvini solo in Italia può accadere che difesa e accusa chiedano entrambe l’archiviazione per un nulla di fatto, ma il processo continua e a pagare è il popolo.
Concludo ringraziando gli amici, in particolare Giancarlo Lehner e Luigi Bobbio, veri esperti di giustizia.

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Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.