Russia – Ucraina, situazione incandescente Conformismo dell’informazione e barbarie intellettuale

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anna tortora
Anna Tortora

“A che punto è la notte?
– I Paesi produttori di petrolio si sono coalizzati contro di noi. “Volete puntare sull’energia rinnovabile? Volete rinunciare al nostro petrolio? Allora noi ci alleiamo con la Russia”.
– Armi. L’Italia aumenta fino al 2 per cento del Pil la spesa per gli armamenti per allinearsi ai Paesi della Nato. La Germania addirittura investe una cifra mostruosa, 102 miliardi di euro per riarmarsi. La Germania che si riarma già di per sé non è una notizia rassicurante.
– La Cina, che già dispone di un arsenale mostruoso, ha deciso di aumentare la produzione di armi atomiche.
– Gli Stati Uniti continuano a mantenere la spesa più alta di tutti per gli armamenti.
Una situazione incandescente. Col rischio che prima o poi divampi la scintilla dell’Armageddon.”
Marco Nese, giornalista e scrittore

In Italia la situazione è indecente…
“- Volete la pace o il condizionatore acceso tutta l’estate? – Questo il quesito rivolto da Draghi agli italiani. Un’alternativa in realtà assurda e contraddittoria. Il vero quesito da porre è invece questo: volete la pace e il condizionatore acceso o la guerra e il condizionatore spento? Il governo in effetti dovrebbe essere più chiaro e dire agli italiani: adottando sanzioni “mai viste prima nella Storia” e inviando massicci quantitativi di armi offensive all’Ucraina, siamo entrati de facto in guerra contro la Russia. Siete pronti a subirne le conseguenze in termini economici (scordiamoci la ripresa) e militari (aspettiamoci un escalation che non sappiamo dove finirà)? Poi ciascuno faccia le proprie valutazioni.”
Domenico Vecchioni, ambasciatore

“Il conformismo dell’informazione si era già esteso con la pandemia. L’escalation comunicativa serve a reggere l’equazione tra Putin e Hitler. La propaganda domina e i dem nascondono il vuoto politico rifugiandosi nell’indignazione facile”.
Michele Santoro, giornalista e scrittore

“Putin come Hitler? C’è un parallelo tra la Russia di oggi e la Germania degli anni ’30 che mi colpisce e non è il disprezzo per i diritti umani. Purtroppo le guerre sono costellate di violenze contro i civili. Ne hanno commesse anche gli americani in Afghanistan e ne abbiamo commesse anche noi nella missione in Somalia del ’93, quando ad esempio ci fu un caso di tortura su un prigioniero e uno di violenza di gruppo su una ragazza. Quello che mi fa più paura è che la Russia ha sempre più debiti, è sempre più povera e alla fine potrebbe pensare che una guerra di conquista contro l’occidente sia l’unica soluzione possibile. Le telefonate tra i soldati russi e le famiglie uscite sui giornali ci mostrano una popolazione che di fatto pensa alla guerra come un normale strumento per sbarcare il lunario. Quando nel 1919 Francia e Inghilterra decisero che la Germania avrebbe dovuto pagare tutti i costi della prima guerra mondiale, firmarono di fatto lo scoppio della seconda. Hitler non ebbe altra scelta che ripagare i debiti, cercando di annientare i creditori. Le trattative di pace in Ucraina sono ferme. Ormai si parla solo di inasprimento del conflitto. Non c’è una formula magica, un provvedimento che possa da solo dare scacco alla guerra. Non l’invio di armi agli ucraini, non la resa, non l’embargo del gas. Siamo di fronte a una situazione complessa, proprio come la pandemia. Ci vuole collaborazione, studio di cause, possibili conseguenze, ipotesi più varie, realismo e idealismo. Ci vogliono politica e etica. E ci vuole pazienza, perché non sarà una storia Breve.”
Alessandro Forlani, giornalista

L’etica è ormai un’ opzione, infatti…
“Ma come fa Gianni Riotta a etichettare come sussurratore putiniano un galantuomo come Lucio Caracciolo?
Stiamo arrivando alla barbarie intellettuale.”
Luca Telese, giornalista

La violenza esternata è sempre violenza.
Non giudico chi ha rabbia, rancore, chi si sente oltraggiato nella sua intima sensibilità, ma tutte le immagini violente hanno un percorso nella psiche che non è mai a scopo intimidatorio o di rallentamento della violenza stessa.
Trovo sconcertanti certe visioni che propongono ogni istante – è guerra – dichiarandomi per prima, impotente dinanzi a tanta barbarie.
Ma la vera brutalità è anche nell’abuso di offese verso degli intellettuali.
Diamoci una calmata.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.