Russia – Ucraina. Giuseppe Conte “No all’escalation militare” Imprenditori stanno subendo il peso delle sanzioni alla Russia

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anna tortora
Anna Tortora

La guerra tra Russia e Ucraina continua e le conseguenze le sta pagando l’Italia a caro prezzo. L’Italia che non è in guerra né con la Russia né con altri.
“Non siamo disponibili ad un’escalation militare, l’unica escalation che vogliamo – ha detto Conte – è l’escalation diplomatica. L’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea non possono rassegnarsi ed assuefarsi a devastazioni e carneficine nel cuore dell’Europa protratte per non sappiamo quanto tempo, né possono pensare di evitare questo scenario impegnandosi in una forsennata corsa al riarmo o pensando via via di fornire armamenti sempre più pesanti, sempre più offensivi”.
Giuseppe Conte, Movimento cinque stelle
“L’Ucraina non può essere il terreno sul quale immaginare la sconfitta della Russia”
Pierluigi Bersani, Articolo Uno

“Per la pace e la sovranità dell’Ucraina, l’obiettivo deve essere un compromesso, non il cambio di regime a Mosca.”
Stefano Fassina, Patria e Costituzione

“A Report la voce di alcuni imprenditori sardi che stanno subendo le conseguenze delle sanzioni alla Russia.
Cantieri milionari commissionati dagli oligarchi che investono sulla nostra isola sono stati bloccati. Ci sono ricadute anche sulla fascia alta del turismo.
Siamo sicuri che questo tipo di sanzioni abbia più effetti su Putin che sulla nostra economia? Beh, io non vedo in che modo possa essere così.
Fare delle sanzioni che hanno un effetto boomerang nei confronti di chi le impone è poco intelligente. Infatti Germania e Francia stanno esprimendo dubbi da giorni in merito alla strategia europea e della NATO nei confronti della Russia.
A forza di seguire Biden, che si trova in una posizione molto più protetta rispetto a noi, indeboliamo l’Europa. La conseguenza di queste sanzioni sarà una subalternità ancora più forte agli Stati Uniti.
Biden ha detto agli US Top Business Managers il 25 marzo: – C’è un nuovo ordine mondiale lì fuori e noi lo guideremo -. Davvero vogliamo questo?”
Emanuela Corda, Alternativa

Non credo, gli italiani sono poco informati ma tanto tassati.
“Lavrov: la posizione negoziale dell’Ucraina fa un enorme passo indietro dopo i colloqui di Istanbul
Durante un’intervista concessa ai media russi il 25 aprile, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno consigliato a Zelensky di non accelerare i negoziati, ma di rendere la sua posizione ogni volta più dura e intransigente. Per la prima volta, la Russia ha ricevuto proposte cartacee firmate dal capo della delegazione ucraina durante i colloqui a Istanbul. La Russia ne ha rapidamente convertito i punti principali in una forma di trattato e ne ha trasmesso la bozza alla parte ucraina. La risposta ucraina è stata tuttavia molto diversa dalla proposta di Istanbul che è un enorme passo indietro.
Lavrov ritiene che questa battuta d’arresto sia basata sui consigli americani, britannici e, forse, anche la Polonia e i Paesi baltici vi hanno avuto un ruolo.”
Radio Cina Internazionale

“Non so se Mosca ha fatto bene a tirare la Transnistria dentro il conflitto.”
Antonio Polito, editorialista del Corriere della sera

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.