Russia – Ucraina. Cosa è cambiato da Hiroshima e Nagasaki Biden riuscirà ad avere una linea pacifica?

Condividi
anna tortora
Anna Tortora

Voglio introdurre questo articolo attraverso una minima ricostruzione degli ultimi anni di storia.
Ciò va detto in particolar modo per l’ultimo settantennio. Infatti non c’è storia precedente che abbia importanza come questo ultimo periodo storico, per il semplice fatto che da settanta/ottanta anni a questa parte tutti i problemi hanno acquisito una dimensione mondiale.
Questo periodo iniziò con un episodio tragico, una catastrofe: quella di Hiroshima e Nagasaki. Quelle bombe atomiche erano state costruite per difendersi da Hitler. Ma quando Hitler era ormai sconfitto esse furono utilizzate, nonostante tutto, anche se non ce n’era alcun bisogno.
Nel dopoguerra vi sono stati due tentativi per dare un senso concreto ad un bisogno popolare di porre fine alle guerre mondiali: da una parte l’Organizzazione delle Nazioni Unite, cioè un’organizzazione sovranazionale che in qualche modo doveva acquistare sempre più potere per indurre le singole Nazioni alla ragione in caso di conflitti e quindi di eliminare alla radice tutte le possibilità.
Da un altro versante sono state realizzate grandi mobilitazioni popolari per la pace.
L’ONU esiste ancora oggi, ma il suo potere è ridotto a poco.
Ad esempio proprio gli Stati Uniti già anni fa intervenivano contro Gheddafi al di fuori di ogni accordo ONU.
A questo punto bisogna ricordare un altro fatto cruciale. Nel 1956, un ex generale, poi diventato Presidente degli Stati Uniti, Elisenhover, lanciò il famoso programma “atomi per la pace”. Questa è stata la prospettiva degli anni ’50 e, infatti, la famosa mostra di Bruxelles del 1958 aveva come simbolo l’atomo.
E allora la paura di Hiroshima e Nagasaki, la prospettiva negativa di distruzione delle popolazioni vennero trasformate in una speranza collettiva di una nuova era dell’umanità: l’era atomica, in cui ci si liberava dai bisogni fondamentali, che erano bisogno sopra energetici.
Questi erano gli anni del disgelo dopo la guerra fredda, della prospettiva della coesistenza pacifica teorizzata dall’URSS.
Poi ci troviamo negli anni ’70 con la famosa strategia difensiva chiamata mutua distruzione assicurata (MAD).
Poi nel 1979 questa strategia cambiò.
Fino ad arrivare ai giorni nostri, dove si è persa la capacità di fare un accordo riguardo la situazione Russia – Ucraina.
Europa e USA debito comune?

“Quando una soluzione viene invocata per ogni problema, non è la soluzione per nessun problema”
Vladimiro Giacché, filosofo e saggista

Biden riuscirà ad ottenere la pace?
Intanto…
“La Cina mantiene canali di comunicazione fluidi con le parti interessate riguardo la questione Ucraina e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo nell’allentare la tensione”
Wang Wenbin, portavoce del Ministero del ministero degli esteri cinese

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.