Russia – Ucraina. Conflitto senza tregua

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anna tortora
Anna Tortora

Il pensiero di una guerra imminente distrugge, distrugge i sogni e l’idea che i popoli si sono fatti, negli anni, di una certa evoluzione. E lo si ammette senza riserve. Senza capire perché corre tutto questo, ma non c’è niente da capire, come succede sempre per le cose che capitano inevitabilmente.
“Vladimir Putin è un criminale di guerra destinato a fare la fine di Slobodan Milošević? Noi intanto abbiamo deciso di partecipare a una guerra con un semplice decreto.”
Maurizio Belpietro, direttore de La Verità

“Attenzione! Qui entriamo in una fase dove il conflitto nucleare può scoppiare anche per un incidente e dove la sorte dell’Europa si giocherebbe in un paio di giorni. Gli Stati Uniti e la Nato dovranno ora adottare per forza di cose misura analoga. Dovevamo arrivare a tanto? Pensavate che la Russia si sarebbe fatta dire e fare qualunque cosa? L’unica alternativa è il negoziato! Questo il consiglio che bisognava dare a Zelensky, non incoraggiarlo a mettere in armi tutto il suo popolo con promesse di fantomatici aiuti militari. Siamo sicuri che la dirigenza europea e atlantica siano all’altezza della situazione?”
Domenico Vecchioni, ambasciatore

“Leggo i giornali e mi viene voglia di andare in ibernazione.
Sto casino ha dato la stura a tutti i disastri possibili compreso persone che credevo ragionevoli e che improvvisamente chiedono la ‘difesa comune UE’
Occhio che la Germania ha detto che si riarmano loro, non la UE.”
Claudio Borghi Aquilini, Lega

Intanto Di Maio ha firmato una delega per mandare 110 milioni di euro in Ucraina.
“C’è troppa gente che parla di guerra e di armi come se stessimo giocando a Risiko.
Le armi diventano necessarie, purtroppo, quando la ragione sparisce.
Ma non esiste istante nel quale si possa smettere di ricercarla.
Non si uscirà da questa situazione con le armi ma con la testa.”
Guido Crosetto

“Gente che non ha manco avuto il coraggio di fare il militare e che parla di guerra…”
Vladimiro Giacché, filosofo e saggista

“All’Europa chiedo di non distribuire armi letali ai confini con la Russia, ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo, diplomazia, sanzioni. Sono contro l’invio di militari, di bombe e di missili. Preferisco parlare di corridoi umanitari e non voglio che la risposta dell’Italia e dell’Europa, culla di civiltà, sia quella di distribuire armi letali. Comunque non in mio nome.”
Matteo Salvini, Lega

“Cominciano le trattative: poche speranze. Da Mosca arriva un messaggio inquietante: i civili vadano via da Kyev. Potrebbe significare che si preparano a radere al suolo la città, come hanno fatto con Grozny in Cecenia.”
Marco Nese, giornalista e scrittore

Analisi dettagliate e non “di pancia” vanno fatte.
E in Italia si sta parlando troppo a sproposito. Ma Carlo Calenda, Azione, chiarisce con diplomazia
“Ammettere l’Ucraina nell’UE mentre è in guerra con la Russia vuol dire andare in guerra con la Russia. Guerra, non sanzioni. La priorità è colpire duro con sanzioni e aiuti finanziari e militari per far cessare l’aggressione. Non favorire un’escalation che Putin cerca.
La politica estera in tempo di guerra deve considerare ogni riflesso delle azioni che si annunciano. Non c’è spazio per azzardi e salti nel buio. Oggi Putin è indebolito all’interno. Vogliamo davvero dargli una straordinaria arma di propaganda per allargare il conflitto?
Aggiungo una cosa. Non abbiamo purtroppo a che fare con l’URSS post Stalin. Cioè con un regime totalitario formato da una vasta classe dirigente che può intervenire per sostituire il leader se si comporta da pazzo. Quella di Putin è una monarchia assoluta. Molto più pericolosa.”

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.