Rosaspina – “Re di Picche” io non lo sarò più!

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Rosaspina nasce a Rho, ma in estate cresce nel “Giardino dell’Eden” in provincia di Caserta. È soltanto un bambino quando già inizia a muovere i primi passi nel mondo dell’Arte, cominciando a scrivere all’età di sei anni – compone musica perché, in compagnia solo di un nutrito gruppo di animali e tra piante e frutteto, sente ben presto il bisogno di dar voce a lunghe giornate di solitudine. Ed è così che a contatto con la natura, per scrivere, Rosaspina prende spunto da quello che mangia dacché alcuni sapori gli ricordano suoni, parole, frasi.

Dopo il periodo adolescenziale in cui il cantante compone testi in inglese mosso dal bisogno di sfogare emozioni e delusioni provate, avviene un cambiamento. Con il passare del tempo, decide cioè di condividere una parte della propria vita e – per essere capito e sentirsi vicino ad alcune persone che non ne fanno più parte – si racconta in italiano. È dunque ad ottobre 2020 che Rosaspina pubblica “Sette Coltelli” [https://youtu.be/bc3j7veZ6wo], il primo singolo proprio in italiano al quale fanno seguito “Gemelli” [https://youtu.be/HOJtfzAON-A], “Uragano” [https://youtu.be/iYFJ-w1l2dA], “Julie Cooper” [https://youtu.be/jy1ghVMvP0o] e da due settimane a questa parte anche il nuovo singolo “Re di Picche” [https://youtu.be/w45VkgVGQlA]. Curiosi di scoprire ancor di più su questo carismatico Artista, abbiamo fatto una chiacchierata con lui.

Ciao Rosaspina, com’è nata e perché la scelta del tuo nome d’arte? “Volevo, come Marylin Manson, unire due aspetti e così è nato Rosaspina. La rosa è un fiore fragile, ma ricoperto di spine che sono il suo sistema difensivo quindi la sua parte più forte e pungente”. 

 

Da piccolo chi sognavi di diventare “da grande” e che bambino sei stato? “Ho sempre voluto fare musica e sono sempre stato un bambino creativo – disegnavo tanto, cantavo, scrivevo e stavo di continuo in mezzo alla strada, buttato in quartiere”.

Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare – quale cioè ritieni essere il potere della Musica nonché il suo principale pregio e valore? “La musica nasce dove c’è qualcosa da dire. Fare musica mi rende vivo e mi fa bene al cuore”.  

Il 19 novembre è uscito il tuo nuovo singolo intitolato “Re di Picche” …ebbene con quale aspettativa e proposito è venuta alla luce questa canzone? “All’inizio pensavo di voler dare sfogo al mio dolore però, poi, più che dolore era delusione”. 

Chi è, per te, un Re di Picche? E qual è il messaggio che, tramite appunto il tuo brano “Re di Picche”, vorresti trasmettere? “Un Re di Picche ha tante sfumature. Solitamente è chi viene sempre scaricato e “ci resta sotto” la maggior parte della volte”.

Nei tuoi testi, sovente, rivivono il tuo passato e le esperienze trascorse pertanto ti chiedo che importanza e quale ruolo assumono i ricordi nel tuo quotidiano sia come giovane uomo che, soprattutto, come Artista. C’è una scena, all’inizio del film “Ragazze interrotte”, in cui la protagonista – parlando con lo psicologo – fuma una sigaretta. Ad un certo punto parte un flashback e, quando si “risveglia” da questo, si rende conto che la sigaretta che prima era all’inizio, ora, è finita”.   

L’amore negato, perso e pure quello sognato e vagheggiato è uno dei temi – declinato in vari ambiti e non unicamente in quello di coppia – pressoché più inflazionati ed onnipresenti da sempre… per te che lineamenti e peculiarità caratterizzano questo sentimento e come distinguerlo da quello che ne è un simulacro, una rappresentazione esteriore non rispondente alla realtà? “Non sono mai stato bravo a riconoscerlo” [NdR ride]. 

Credi che esistano le cosiddette anime gemelle e da cosa sono, ipoteticamente, riconoscibili secondo te? “Credo che tutte le strade portano a Roma”. 

Ti sembra di agire più per istinto o per ragione? E, istintivamente, qual è la prima cosa che calamita la tua attenzione nei confronti di una situazione e di una “potenziale” persona da frequentare? “Io sono principalmente istintivo. Capisco abbastanza in fretta se qualcuno mi interessa ma ammetto di essermi sbagliato, qualche volta, e difatti di averlo perso – l’interesse! – col tempo”.

Questi ultimi sono stati due anni inimmaginabili per tutti noi e dunque vorrei sapere come li hai vissuti emozionalmente e se ti senti in qualche modo cambiato da quello che hai attraversato. “Da quando sono esplosi Covid-19 e pandemie varie, mi sono talmente abituato al nuovo mondo che quasi non ricordo più nulla della normalità. Oggi come oggi, in tutta onestà, dico che mi sento maturato e cresciuto – musicalmente parlando, e non di meno credo di sentirmi anche e comunque sempre lo stesso di allora”.

Cosa, invece, del periodo nel quale ci troviamo a livello di società e nella presente tua fase interiore-esistenziale trovi necessitante resilienza? “Nella società di oggi ci sono tante cose che non vanno: ci sono problemi di apertura mentale, di giustizia, di libertà e di espressione tuttavia siamo molto più avanti di un tempo ed i futuri giovani saranno sempre più fortunati – confido nel progresso perché noi siamo il futuro”. 

Qual è, dal tuo punto di vista, il fascino dell’esistenza ed altresì in cosa senti consistere la sua eventuale drammaticità? “L’esistenza è affascinante perché la vita è un film. Ogni giornata è unica e non tornerà mai più indietro seppure spesso non ce ne rendiamo conto …ma, proprio per questo, ogni giorno merita di essere vissuto a pieno. Io ho avuto tante esperienze nella mia vita e penso che ad esse mi ci abbia condotto la mia curiosità. Ci saranno sempre dei down, non può essere tutto bello perché non sarebbe reale. La drammaticità è che, come per tutto, ci sarà una fine”.

La tanto desiderata felicità come la dipingeresti – ed è, per ciò quello che ti concerne, uno stato transitorio oppure che può essere continuativo? “Penso alla felicità come ad un quadro astratto o ad un dipinto scenico, come ad una tela di Botticelli. La felicità può essere sia transitoria che continuativa, o forse no… sono ancora troppo giovane per saperlo, I guess [suppongo].

Infine, quasi prossimi alla fine dell’anno, qual è il tuo “bilancio” di questo 2021 e il quali sono le tue speranze e i tuoi obiettivi per 2022? “Quest’anno vedo un progresso e l’inizio di un percorso, mentre l’anno che verrà lo immagino come un continuo del 2021. Seguitemi, sul mio Instagram @iosonorosaspina e sul mio canale Youtube Rosaspina Music, per tracciare insieme tale strada”.

 

Intervistatrice: Giulia Quaranta Provenzano

Giulia Quaranta Provenzano
Giulia Quaranta Provenzano

 

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