Rosa Chiodo, una voce per Napoli: esibizione da standing ovation al Salone Margherita con i ‘Song Sud’

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57434136 10219546168434202 8231116003136765952 nNapoli, 13 apr. – È una giovane promessa della musica italiana, oltre che partenopea. Rosa Chiodo, l’artista che dalla sua parte vanta già numerose collaborazioni con “pezzi da Novata” della musica leggera (Fausto Mesolella, Salvatore Palomba, storico autore di Sergio Bruni, Ario de Pompeis, gli ‘Audio 2’ o ‘Gli Alunni del sole’, per citarne alcuni), oltre ad essersi distinta al Festival di Castrocaro, si è guadagnata l’indiscutibile Premio Mia Martini nel 2013, approdando in concerto venerdì 12 aprile nella suggestiva location del  Salone Margherita di Napoli.

La sua incantevole voce ha sommerso di magnificenza la Parigi di via Toledo, meglio definita a fine ‘800 come il  “Moulin Rouge napoletano”. Su un palcoscenico da Belle Epoque, i “Song Sud” con la loro musica ridanno un passato a chi non ce l’ha e un futuro a chi non lo spera, toccando tutte le note antiche e più vive della nostra Napoli. La ciliegina sulla torta è data dall’incursione in scena del tanghero Adriano Mauriello. Il suo passo danzante accarezza con suadenza le note suonate dal Emidio Ausiello, Franco Ponzo, Davide Castagliola e Caterina Bianco.

Percussioni, chitarra, basso e violino, diventano ensemble degna di nota, in una serata in cui Rosa Chiodo appare come regina indiscussa. Il suo timbro caldo e vellutato, dotato di grande estensione vocale, con tendenze ed inflessioni a tratti ‘soul’, esordisce con riproposizioni intense e corpose dei più bei brani della canzone classica napoletana. ‘Indifferentemente’, ‘Segretamente’, ‘Malafemmena’, parlano di Partenope come città pienamente “femmina”, voluttuosa e generosa, proprio come il canto melodioso della Chiodo.

57124624 10219546195994891 4663083617180712960 nUno degli emblemi della nostra città è il nostro maestoso Vesuvio – ribadisce la Chiodo – che tra le altre cose significa terra luminosa, luminosa come il sorriso della gente che la abita, luminosa come la cultura, l’arte, la storia, la musica, gli artisti che questa terra ha partorito; luminosa come il fuoco della passione e dell’amore che solo noi napoletani sappiamo dare, luminoso come il sud, il nostro amatissimo Sud che da sempre intendo omaggiare”.

Con queste parole il lavoro della bella cantante si veste di poesia e conferisce ai brani da lei proposti un valore altamente celebrativo.

‘Vaseme’, di Enzo Gragnaniello, da lei reinterpretata in un bis a richiesta, si fa sentire in tutti i respiri armonici e soffia come brezza tra le lunette del Gran Salone, lasciando immaginare piume leggere e adulatorie delle tante artiste che hanno accarezzato con passi e sguardi il fulcro della Napoli da fine Ottocento. E’ Arte allo stato puro e ancor più la musica lo diventa quando Pino Daniele fa la sua comparsa tra la gente con l’omaggio di ‘Je so’pazzo’. Pino, accompagna da sempre Rosa Chiodo; è l’anima che culla la sua voglia di cantare, tanto che a ben credere, l’artista scomparso sarebbe stato ben felice di poter duettare con una ragazza della musica, desiderosa di diventare uno dei vanti artistici di Napoli.

L’inedito scritto per la Chiodo ed il Maestro Mario Rosini ‘Se ci sei tu’, corona un’esibizione che trasuda d’amore, per la musica in primis, e per tutte le cose che sanno di mare che accarezza i pensieri. In un perfetto stile da interprete con un’identità tutta personale, Rosa Chiodo si impone come artista che avrà tanto ancora da raccontare tra parole e musica, in una città grande e promettente come Napoli, che le farà toccare palcoscenici di gran fama.

 

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.