Riparto fondo sanità, Toti nessuna divergenza con De Luca

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NARDONE

Napoli, 3 apr. – Tra la Campania e la Liguria sui criteri del riparto del fondo nazionale della sanità “non c’è nessuna divergenza, abbiamo aperto un tavolo su cui si ragiona sui molti parametri su cui occorre dividere i fondi per il riparto Sanitario Nazionale perché esiste un riparto legato al disagio sociale che è molto importante e un criterio dell’anzianità che fino a oggi è stato preminente”. Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti a margine dell’incontro nella sede della Regione Campania con il suo collega campano Vincenzo De Luca. Campania e Liguria sono su posizioni diverse sul riparto del fondo, visto che De Luca insiste su un maggiore peso della deprivazione sociale nel riparto dei fondi per la sanità, mentre la Liguria è tradizionalmente orientata a difendere il criterio anagrafico, anche perché è la regione con l’età media tra le più alte d’Italia. “La verità ­ ha detto Toti ­ è che occorrerebbero più soldi sul fondo sanitario nazionale e occorrerebbe razionalizzare molto la nostra spesa in termini di efficacia. Su questo stiamo lavorando da due anni. Comunque da due anni il riparto del fondo sanitario si chiude nei tempi previsti e ritengo ci sia stato un buon lavoro”. De Luca, pur apprezzando il riferimento di Toti alla deprivazione sociale, ha ricordato: “La Campania è la Regione che riceve la quota minore di trasferimenti pro capite tra tutte le regioni d’Italia, perché nel corso di questi 10 anni uno degli elementi che andavano valutati nel riparto del fondo sanitario nazionale, cioè la deprivazione sociale è stato praticamente ignorato quindi si è valutato semplicemente il criterio dell’età anagrafica. Liguria e Campania rappresentano i due poli opposti visto che la Liguria ha una percentuale di popolazione anziana più elevata e quindi ha necessità di avere una quota in più rispetto alla media nazionale nel riparto, noi invece abbiamo il livello di reddito più basso insieme con la Calabria: abbiamo un reddito pro capite di 16000 euro annui, rispetto ai 32.000 di un cittadino a Milano. La condizione di difficoltà sociale e deprivazione sociale ha una ricaduta diretta sulla qualità dell’assistenza e sul fatto che i cittadini non si curano più, perché non ce la fanno, non hanno i soldi neanche per i ticket. E parlo del 15% della popolazione. Dobbiamo trovare un punto di equilibrio corretto, io ritengo che bisogna partire dallo stesso riparto per ogni cittadino italiano e poi affrontare i problemi specifici e le esigenze che hanno diverse regioni come appunto la Liguria e la Campania”.

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Redazione

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