Riparte il campionato e il Napoli si riprende la testa della classifica

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di Luca Muratgia.

Riprende il campionato, dopo la sosta dedicata alle parentesi nazionali e il Napoli riprende col botto, contro il Torino, con i primi 40 minuti giocati su livelli eccellenti tanto da archiviare la pratica con il piglio della grande squadra. Da precisare che il Torino non è una squadra semplice da affrontare, una squadra che fa dei duelli uomo contro uomo, dell’aggressività e della fisicità il suo marchio di fabbrica, ad immagine e somiglianza del suo allenatore, Juric, che proprio quando era allenatore del Verona, giocò un bruttissimo scherzo agli azzurri dell’allora allenatore del Napoli Gattuso. Questa volta il Napoli ha sfruttato proprio le caratteristiche del Torino andandolo a colpire proprio nei suoi punti di forza fruendo degli spazi lasciati liberi alle spalle della difesa granata e colpendo in tre circostanze, due volte con uno strepitoso Anguissa, che domenica dopo domenica sta letteralmente scalando le posizioni per diventare il vero leader di questa squadra, e del solito Kvaratskhelia. La partita del Napoli finisce qui. Dopodiché, per la verità, il Napoli va un po’ in bambola, dapprima concedendo il 3-1 a Sanabria e poi giocando un secondo tempo sicuramente discutibile. Aveva il compito, il Napoli, di amministrare la partita, con il risultato già in cassaforte e, soprattutto, in vista del difficile impegno di martedì in Champions contro l’Ajax. Il problema è che la partita la amministri mantenendo il possesso palla, abbassando i ritmi di gioco, e “nascondendo” la palla all’avversario. C’è una sostanziale differenza tra l’amministrare e il subire ed il Napoli nel secondo tempo di sabato ha subito, regalando sofferenza gratuita ai propri tifosi. Già perché nel secondo tempo i granata hanno caricato a testa bassa e, pur senza creare occasioni particolarmente importanti, (se si eccettua una strepitosa parata di Meret) ha giocato praticamente a ridosso dell’area partenopea. Ci si è affidati esclusivamente ad azioni di contropiede senza peraltro riuscire ad attaccare in maniera coordinata; paradossalmente questa squadra, notoriamente rinomata per le sue qualità in fase offensiva, è stata, in questa fase della gara, più brava a difendere che ad attaccare. Senza voler diventare eccessivamente pretenziosi, si può tranquillamente affermare che va bene così ma che, in vista dei prossimi impegni Champions, contro squadre di rango completamente diverso occorrerà un altro tipo di prestazione.