Regionali, la sfida in tv tra Bonaccini e Borgonzoni: fair play, il primo match

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A Cartabianca su Rai3, ospiti di Bianca Berlinguer, il primo duello fra i principali sfidanti alla presidenza della Regione Emilia-Romagna. Stefano Bonaccini, governatore uscente ed esponente del Pd, e Lucia Borgonzoni, senatrice leghista, candidata alle regionali dal centrodestra.

 

NARDONE

Si è acceso sulla questione della sanità, anche se è rimasto nell’ambito del fair play, il primo match.
“Non dobbiamo mai accontentarci – ha detto Bonaccini – ma il governo giallo-verde ha definito l’Emilia-Romagna la migliore sanità d’Italia. Anche noi abbiamo problemi, ma io la sanità dell’Emilia-Romagna la difendo e finché ci sono io i poveri saranno trattati come i ricchi”.
Borgonzoni, invece, ha puntato il dito soprattutto sulla lunghezza delle liste d’attesa. “Abbiamo segnalazioni da moltissimi cittadini – ha detto – è penalizzato chi abita in zone disagiate e comunque un anziano non può andare a 60 km da casa sua”.

Si è poi parlato del riverbero delle regionali sulle politiche: “È una presa in giro per gli emiliano romagnoli dire che il loro voto serve per mandare a casa il governo. Dopo il 26 gennaio non ci saranno né Salvini, né Renzi, né Di Maio, né la Meloni. Si vota per l’Emilia-Romagna”, ha affermato Bonaccini.
“È ovvio che la discussione si ripercuota anche a livello nazionale”, replica Lucia Borgonzoni: “Bonaccini è l’azionista più grande del Pd. Non dovrebbe vergognarsene. Io farò campagna con Salvini, Meloni e le liste civiche. Saremmo tutti felici di avere un occhio nazionale sulla nostra regione, soprattutto sui temi concreti”.

Un sondaggio Ixè mostrato su Rai 3 durante la sfida, dice il 68% degli elettori avrebbe al momento più fiducia nel candidato democratico, contro il 45% riservato alla leghista.

Per quanto riguarda i partiti secondo Ixè il Pd con il 34,3% sarebbe il primo, in crescita di tre punti percentuali rispetto alle europee dello scorso maggio. Scenderebbe la Lega, che in Emilia-Romagna passa dal 33,8% al 30,9% rispetto al voto europeo. Pedre anche il Movimento 5 stelle, due punti in meno, cresce Fratelli d’Italia: dal 4,7% al 6%.

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Redazione

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