Referendum sulla giustizia. Il potere ha vinto grazie agli italiani che non hanno votato

Condividi
anna tortora
Anna Tortora

“La democrazia è morta, assassinata dal mondialismo globalista che ha distrutto economia liberale e libero mercato, dai governi fantoccio, dai premier senza voti e senza elettori, dalla magistratura che si fa le leggi, dai pm che fanno politica con le indagini, dai cittadini senza anima e schiavi solo dei loro istinti e dei loro egoismi.
E quando la democrazia muore, tocca agli aristoi farsi avanti per la salvezza della Nazione.”
Luigi Bobbio, magistrato e già senatore della Repubblica

“Si profila una disfatta e il partito forcaiolo può celebrare il trionfo . È morto anche lo strumento del referendum, in un Paese poi dove non si raggiunge il 50 per cento neanche per eleggere un sindaco e tutti sanno che il voto non conta più niente . Peccato.”
Pierluigi Battista, giornalista e scrittore

“Spaccano le balle perché non li fanno votare, perché non possono decidere, perché in Italia non cambia mai niente e bla bla. Poi ci sono 5 referendum per riformare una giustizia da Paese africano, con quesiti a prova di ignorante perché non ci vuole la laurea in giurisprudenza per capire cosa sia la separazione delle carriere… e loro cosa fanno? Vanno al mare e se ne fottono!”
Enzo Raisi, ex parlamentare della Repubblica

“Capisco le ragioni di chi ha invitato a votare sì. Capisco le ragioni di chi ha invitato a votare no. Non ammetto le ragioni di chi ha invitato a non votare!
Vincere per mancanza di quorum è politicamente abietto, moralmente riprovevole e dovrebbe far riflettere sull’opportunità di modificare il referendum per renderlo effettivo strumento di democrazia diretta e non inutile esercizio di giochi elettorali.”
Domenico Vecchioni, ambasciatore

La gente non ha votato per un referendum importantissimo e non bisogna dare la colpa ai media o ai politici. C’è una larga fetta di popolazione italiana che se ne frega, che ignora, che vive di euforie momentanee.
Quella fetta che continuerà a fare le vittima di quel politico o di questa giustizia.
Quella categoria che si sente abusata, avvilita, manipolata dal giudice “marpione” che approfitta della sua inconcludenza per portarla all’orlo del precipizio.
La stessa che ha vantato le gesta di Palamara con il Sistema perché “ha due palle così”, che ha condannato ciò che ha subito Enzo Tortora (e scusate se a me pesa)
Gente che non sa cosa vuole.
Il diritto penale liberale viene trattato così, in un Italia che vanta di essere liberale ed invece è solo liberal.
“Mala tempora currunt. I referendum abbattuti come le case di Kiev. Ha vinto il potere. Quel potere che ha imposto ai media, tutti, Rai in testa, il silenzio stampa. Quel potere che ha imposto alla politica la parola d’ordine: boicottare il referendum creando disinformazione e confusione nell’elettorato (Partito Democratico e 5 Stelle i più operativi).
Quel potere che ha vinto sui cittadini perché li ha privati di un diritto democratico irrinunciabile, l’espressione più alta di democrazia popolare.
Quel potere che si era già manifestato con la pronuncia della Corte Costituzionale.
Ha vinto il potere e credo non finisca qui. Ma noi, liberali, riformisti, garantisti abbiamo l’obbligo di andare avanti e di partire con una nuova stagione di proposte per la giustizia giusta. Come diceva Joe Belushi “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”. Una nuova partita quindi politico-istituzionale per affermare lo stato di diritto partendo però da alcuni correttivi legislativi: 1. La Corte Costituzionale dovrà esprimersi sull’ammissibilità dei referendum prima della raccolta firme: è assurdo che la consulta dichiari non ammissibile un quesito referendario firmato da un milione di italiani. 2. ABOLIRE IL QUORUM per i referendum. In nessun’altra consultazione o elezione che coinvolge il popolo è previsto un tetto minimo o massimo.”
Francesca Scopelliti, giornalista e parlamentare della Repubblica

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.