Recensione – Top Gun, Maverick: memorabile sequel che non fa rimpiangere il passato. Tom Cruise sulla cresta dell’onda con un secondo cult

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Nessun rimpianto per la generazione anni ‘80 e ‘90. Gli appassionati di un film cult come Top Gun ameranno il sequel prodotto dallo stesso Tom Cruise, che si conferma super attore degno della walk of fame holliwoodiana, puntando su un secondo episodio a distanza di 30 anni dall’uscita della pellicola che ne decretó la consacrazione al cinema.

Avvincente, coinvolgente e soprattutto ricco di emozioni date in crescendo da una grande suspense, Top Gun Maverick si candida ad essere nuovo cult del genere action, rinverdendo in positivo l’entusiasmo che appartenne alla prima uscita del film.

Il secondo episodio è un inno ai valori: dell’amicizia, della passione per il lavoro concepito come missione; dell’amore ed ancora della fedeltà a se stessi e ai propri ricordi. Lo stesso personaggio di Maverick risulta una figura positiva e propositiva per lo spettatore che in sala assiste ad un racconto atto a cavalcare la linea del tempo con orgoglio, crescita e nuova consapevolezza, quella che forse mancava al Maverick di prima generazione. Così mentre sul grande schermo scorrono dei chiari richiami a scene del primo set, si assiste in contemporanea ad un rinnovamento della trama autentico ed intelligente.

Sulle nuvole Maverick ritrova se stesso, anzi si ricompone, quando a volare come suo gregario sarà  proprio il figlio del fidato amico Goose, mai dimenticato e per questo centrale nello scioglimento della trama. Rooster (Miles Teller), metterá Pete dinanzi ai suoi limiti, soprattutto davanti al rimorso di non essere riuscito a salvare la vita del suo migliore amico durante un’esercitazione militare.

Per tornare ad essere un Top Gun ed in questo caso un addestratore, evitando l’addio alle armi suo e dei colleghi con cui ha lavorato per anni, Pete verrà mandato in Nevada nuovamente, grazie all’intervento del fidato Iceman, giunto ormai ai vertici della Marina militare, che perorerà la sua causa, quando Maverick infrangerà nuovamente regole e limiti del match 10 alla guida di un jet che dovrebbe garantirgli futuro e libertà.

Tra mille dubbi Mitchell obbedisce agli ordini dell’Usa Navy ed accetta di guidare 12 top gun per una missione delicata ed epica, della durata di tre settimane, in un Paese canaglia ai confini con la NATO. L’intento sarà quello di eliminare un deposito di uranio arricchito.

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Joseph Kosinski imbastisce un film leggendario sulla colonna sonora di Hans Zimmer e ripropone la bellezza di una love story che in passato ha conquistato il cuore di ragazze, ormai divenute donne come Penny  (Benjamin Connelly), eterno amore di Pete, che in sella alla sua moto o dietro un bancone di un bar, saprà incoraggiarlo a non mollare e ad essere il primo uomo dei record dei Top Gun.

Il film perfettamente americano in ogni senso, è un’escalation di sensazioni da applauso. Da non dimenticare  la scena in cui Tom Cruise tira fuori da un armadietto il leggendario giubbotto con le toppe che ha segnato la definizione di un mito, il suo, destinato a non tramontare.

In tal senso la Eagle Pictures scommette e vince al secondo giro che dona eternità a Cruise e al suo Maverick.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.