Radicali Napoli, Criscuolo: caos deleghe ? Ha ragione De Luca ma ci vuole una riforma

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NARDONE

Napoli, 2 apr. – La situazione politica della città di Napoli e della città metropolitana trova un racconto più chiaro nel momento in cui le polemiche sulle deleghe assegnate mettono in pericolo le identità elettorali dei rappresentanti cittadini . Il caso pratico spiega come il ruolo del sindaco della città metropolitana sia diventato centrale rispetto all ‘ equilibrio politico della provincia di Napoli e zone limitrofe poiché la materia è lacunosa e da spazio a subdole interpretazioni . Se il Governatore De Luca si preoccupa rispetto all’ assegnazione di deleghe da parte di consiglieri del partito democratico non lo fa a caso e non certo per colpire le istituzioni ma perché è ben conscio della macchina di mercificazione del voto che la città metropolitana ha nutrito . Senza nulla togliere a chi accetta la delega distinguendo l ‘ incarico istituzionale dal ruolo politico , veniamo a porre una domanda : è’ vero che alcuni rappresentanti del territorio hanno accettato la delega in cambio di un circolo Agora fonte generatrice della lista Dema alla vigilia sospetta delle imminenti amministrative ? Ovviamente la domanda è retorica perché i casi sono sotto gli occhi di tutti ma come giudicare chi continua a conservare il simbolo del partito di appartenenza e poi lo tradisce nel momento elettorale ? Solo così si spiegano dunque alcuni effetti non del fenomeno De Magistris ma della legge non scritta o scritta male della città metropolitana che spinge fino all ‘ estrema conseguenza della configurazione di un ” voto di scambio legalizzato ” l’ azione politica di chi gestisce la suddivisione di deleghe o la distribuzione di incarichi . Ovviamente poiché il ruolo viene gestito da un rappresentante politico ambizioso che cerca di approdare dopo lo scadere dei due mandati o sul piano regionale o nazionale , il disegno è’ nitido e poco afferente ad esigenze tecniche o istituzionali ma più squisitamente elettorali . Gli assi elettorali realizzati con forze di centrodestra e del partito democratico sono causa di questo meccanismo che nasce dalla gestione consociativista della macchina amministrativa .
Quale il primo passo da fare ? Riformare l’ elezione diretta del sindaco della città metropolitana accompagnata da un chiarimento dei poteri e delle deleghe da esso gestite. Dunque sarebbe stata utile la riforma del titoloV per le tasche dei cittadini paventata nell’ ultimo referendum ?

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Redazione

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