Prosegue la scalata ma ci sono dei segnali che Spalletti deve attenzionare

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di Luca Muratgia.

Il Napoli nella nona giornata vince con un roboante 1-4 a Cremona ma il risultato è ingannevole e non deve trarre in inganno. Partiamo dal presupposto che gli uomini di Spalletti ieri sono parsi stanchi e sottotono e hanno trovato importanti difficoltà per avere la meglio su una Cremonese ben organizzata, che gioca un buon calcio e che avrebbe meritato sicuramente più punti in classifica rispetto ai 3 racimolati dopo 9 giornate di campionato. Alcuni segnali si sono evidenziati già domenica scorsa contro il Torino dove si riscontrano alcune fasi della gara in cui il Napoli appare distratto e svagato, coincidenti, quasi sempre, con la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. La gestione ed il controllo del risultato non sembrano appartenere alle corde di questa squadra che ha bisogno sempre di giocare e di tentare di segnare per fornire l’idea di avere sempre sotto controllo la partita. Ovviamente questo pare improponibile perché le energie non sono illimitate e sarebbe impensabile ammirare una squadra a mille all’ora per l’intero arco della gara anche in considerazione degli impegni ravvicinati e continui che che questo folle calendario ci ha regalato. Dopo essere infatti passati in vantaggio con un rigore di Politano, i partenopei, come, ripetiamo, accadde anche domenica col Torino, hanno ritenuto di aver già intascato la vittoria cercando di amministrare ma giocando con superficialità e sbagliando giocate facili e banali; ciò ha portato la Cremonese ad alzare notevolmente il baricentro e a pressare in ogni parte del campo con la logica conseguenza del pareggio lombardo di Dessers dopo pochi minuti dall’inizio della seconda frazione di gioco. A questo punto il Napoli sembrava aver perso la bussola con gli avversari che imperversavano e che tentavano pericolose sortite in avanti. A questo punto, Spalletti, bravo e fortunato nei cambi, propone forze fresche e in particolare il Cholito Simeone che realizza di testa su pennellata al centro di Mario Rui, sfruttando anche l’indecisione in uscita del portiere cremonese Radu. A questo punto la strada è parsa in discesa perché i lombardi si sono precipitati in attacco alla ricerca del pareggio, avanzando i due terzini nel ruolo di ali e lasciando spazi enormi al devastante contropiede azzurro. Le ripartenze nella fase terminale della partita, hanno portato il risultato sull’1-3 da parte del chucky Lozano dopo un generoso assist di Kvaratskhelia e l’1-4 con Oliveira.

C’è un aspetto positivo importante da non sottovalutare; ed è proprio quello che la vittoria nelle cosiddette “partite sporche “ appare presupposto indispensabile per ambire a traguardi importanti e la vittoria di ieri va letta sicuramente in quest’ottica. Vincere in partite che vengono giocate si caratteristiche che non sono quelle proprie della compagine “spallettiana” aumenta l’importanza del risultato e lascia intendere come il Napoli possa giocarsela anche quando la partita viene messa sul piano della cosiddetta “garra”, con la percezione che ci sia un aumento delle risorse a disposizione, non più solo spada e fioretto, ma anche muscoli e grinta.