Priscilla Salerno: “La Carfagna? I suoi distribuivano patenti di moralità. Nulla di più immorale del suo tradimento”

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Io in campo? Non sono all’altezza. Qualche idea per i giovani si”

“Quando mi impedivano la candidatura a Salerno, la mia città, quando avevo voglia di misurarmi con il consenso e senza scorciatoie, feci un appello alla Carfagna. Non disse una parola”. Cosi Tina Ciaco, in arte Priscilla Salerno, attrice hard ed imprenditrice, in un colloquio con Gaetano Amatruda direttore de ‘Il Pezzo Impertinente’.
“Quando i suoi – ricorda -su Salerno distribuivano patenti di moralità lei taceva. Quando i suoi mi accusavano di aver fatto passaggi con più partiti, io che mai ho avuto tessere o frequentato partiti, lei taceva. Quando i suoi mi rimproveravano un lavoro, sicuramente ‘strano ‘ ma fatto con onestà ed alla luce del sole, lei taceva. Taceva quando dicevano che era immorale una mia presenza in lista”.
“I fatti di queste settimane -aggiunge – dimostrano che non aveva titoli, con il suo gruppo dirigente, per dare patenti di moralità e che non poteva accusare nessuno di trasformismo. Non c’è nulla di più immorale che tradire chi, come Berlusconi, ti ha dato tutto. Nulla di più immorale è finire, dopo essere stata Ministro di Forza Italia, con un ex segretario nazionale del Pd ed un europarlamentare eletto nel Pd”.
Per Priscilla la vicenda conferma che “in politica, per quel poco che posso capire, perde chi fa la morale ad altri senza guardare il proprio percorso”.
E sulla sua presenza in campo alle politiche taglia corto “Non ho voluto fare il Sindaco quando mi hanno detto che si poteva fare una lista perché’ non mi ritenevo all’altezza. Non credo neanche di essere all’altezza, oggi, di essere in Parlamento. Mi auguro pero, ci vadano le mie idee. Quella sulla educazione sessuale nelle scuole, non per alimentare il furore ideologico della sinistra ma per parlare ai ragazzi. Mi auguro vada in Parlamento la mia idea di parlare ai giovani dei rischi del web, mi auguro vadano le mie battaglie sul revenge porn”.
“Il mio destino personale? Partire dal basso. Da un Comune. Farmi giudicare dai cittadini, con le preferenze” conclude.

Redazione

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