Primo seminario nazionale su “Atti intimidatori nei confronti dei giornalisti: una minaccia alla libertà di espressione”

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Organizzato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Criminalpol. Il report dei primi sei mesi del 2021 conferma la tendenza all’aumento del fenomeno

Si è svolto oggi a Roma il primo seminario sul tema “Gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti: una minaccia alla libertà di espressione” organizzato dall’Ordine dei giornalisti e dalla direzione centrale della Polizia criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza.

NARDONE

Prefetto Vittorio RizziAd introdurre il dibattito il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e il prefetto Vittorio Rizzi, vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia criminale.

Nel suo intervento il prefetto Rizzi – in qualità di presidente dell’Organismo di supporto al Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti – ha ricordato che il fenomeno è costantemente all’attenzione del ministro dell’Interno Lamorgese e ribadito la necessità che il cronista denunci sempre gli atti intimidatori alle Forze di polizia, al fine di individuare i c.d. “leoni da tastiera”, ridefiniti per l’occasione come “iene da tastiera”, che sulla rete si nascondono spesso dietro un nickname.

L’evento ha rappresentato anche l’occasione per condividere il report del primo semestre dell’anno in corso, relativo al monitoraggio degli atti intimidatori subiti dai professionisti dell’informazione in Italia.

I dati hanno confermato la tendenza all’aumento del fenomeno in osservazione: nel 2021 sono stati registrati 110 episodi (+11% rispetto ai 99 dell’analogo periodo dell’anno precedente) di cui 18 riconducibili a contesti di criminalità organizzata (16%), 36 a contesti politico/sociali (33%) e 56 riferibili ad altre fattispecie (51%).

Oggetto di monitoraggio anche le intimidazioni avvenute tramite web che ammontano a 55, pari al 50% del totale. Significativo, inoltre, l’aumento delle giornaliste minacciate.

Sul piano geografico, le regioni che hanno fatto registrare il maggior numero di eventi sono state il Lazio, Lombardia, Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna.

Soddisfazione, al termine dell’incontro, è stata manifestata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna per il livello qualificato dei relatori delle Forze di polizia e dei giornalisti vittime di minacce.

Redazione

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