Primo scoop, il libro di Leandro Del Gaudio. Intervista con l’autore

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Anna Tortora

Per la mia rubrica IL Personaggio sono lieta di ospitare Leandro Del Gaudio, giornalista e scrittore, che ci parlerà del suo libro Primo scoop.

Un informatore farmaceutico viene ucciso a Margellina. Un delitto insolito negli anni ’90?

“Un caso insoluto, nel senso che non sono emersi riscontri sotto il profilo investigativo per sostenere un’ipotesi di reato a carico di qualcuno. Si tratta di vicende che si registrano in un territorio che è purtroppo segnato dalle interminabili evoluzioni della malavita organizzata, dalle faide tra clan e dalle loro dinamiche sanguinarie. Un caso sacrificato, sotto il profilo mediatico (e mi auguro che non ci siano mai sottovalutazioni sotto il profilo investigativo), alla luce di un’emergenza generale che si chiama camorra: un’emergenza che catalizza l’attenzione e le risorse, facendo spesso dimenticare la complessità di storie che si agitano dietro un fascicolo giudiziario o dietro una semplice notizia di reato rimasta senza particolari sviluppi.”

Primo scoop suscita nel lettore dei forti interrogativi. Innanzitutto, è autobiografico?

“Primo scoop è il mio quinto libro, il quarto romanzo (il primo era un saggio sulla Terra dei fuochi, scritto assieme al collega Gerardo Ausiello), che – come gran parte della mia produzione – contiene un tracciato autobiografico molto evidente. Anche il personaggio del giornalista possiede qualcosa di me: l’ambizione, una buona dose di supponenza (soprattutto negli anni passati), il tentativo (solo velleitario) di avere il controllo delle fonti e degli scenari che vado a raccontare. Adriano Gdc, protagonista del romanzo, sta per “giornalista del cazzo”, espressione poco gratificante che ebbi modo di ascoltare sul mio conto da parte di uno dei soggetti coinvolti in una indagine che stavo seguendo come cronista del Mattino. Ovviamente, c’è un quantum di romanzato nelle vicende che si alternano nei miei racconti, che rende autonoma la storia offerta ai lettori rispetto alla mia vita privata.”

Primo scoop è una condanna a certi modi di gestire le informazioni?

“Primo scoop è sicuramente una condanna rispetto a un certo modo di gestire le informazioni di natura giudiziaria e – per certi versi – a un certo corto circuito mediatico giudiziario che ha caratterizzato in passato la storia di alcune inchieste, non solo napoletane. Segue, da questo punto di vista, la denuncia latente in Ti chiamo tra un minuto (sempre per la Rogiosi editore), dove Adriano Gdc affronta tre fatti che mi hanno lasciato addosso una buona dose di disincanto: il dramma del suicidio di Giorgio Nugnes; un delitto di camorra realmente avvenuto; la genesi dell’inchiesta Calciopoli, anche alla luce delle straordinarie fughe di notizia che hanno condizionato (al netto del valore degli inquirenti titolari dei fascicoli) l’iter di accertamento della verità processuale.”

Doppiogiochismo, riscatto e anche una buona dose di ironia caratterizzano i personaggi di questo romanzo. Ne parliamo?

“L’ ironia è sicuramente una buona chiave interpretativa di questo e di altri testi. Nasce da una sofferta accettazione dei propri limiti, ma anche dal tentativo istintivo di ottenere la condivisione del lettore, quanto meno sotto il profilo del punto di vista con cui inquadrare il caos degli avvenimenti che ci circondano. Quanto al doppiogiochismo mi piace ricordare che non c’è mai alcun tentativo di giudizio morale nei confronti dei personaggi che abitano i miei romanzi. Da un punto di vista narrativo, donne e uomini accettano di tutto, consumano condotte anche gravi, ma il narratore sta in quei gesti e in quei tic, in quelle sfumature e in quelle suggestioni che emergono dal testo. Nessun rilievo morale viene suggerito, in questo caso il romanziere resta cronista: non giudica, ma racconta.”

Ringrazio Leandro Del Gaudio per la piacevole conversazione.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.