Poveri Curdi. Quanto costerà all’Italia il draghismo?

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anna tortora
Anna Tortora

I curdi barattati. Di questo si tratta e qualsiasi sia il motivo è vergognoso.
“I curdi. Ve li ricordate i curdi morti per difendere dall’Isis i confini dell’Occidente?”
Corrado Formigli, giornalista

“Poveri curdi. Blanditi e poi traditi. Mai fidarsi della NATO, degli USA e della UE…”
Marco Rizzo, PC

“Ultim’ora 30 / «Erdogan, dittatore di cui si ha bisogno», dice don Mario Draghi. Già, adesso che il presidente turco Erdogan ha tolto il proprio veto (in cambio di soldi, armi e mano libera sui Curdi) sull’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia, non è più solo «un dittatore», ma è diventato «un dittatore di cui si ha bisogno».
Per ragioni di realpolitik, dunque – cioè per fare gli interessi della Nato, cioè per assecondare i diktat degli Usa -, si possono anche sacrificare i Curdi (che sono un popolo di 30 milioni di persone, ricordiamolo, sparso prevalentemente tra la Turchia, l’Iraq, la Siria, l’Iran e con un milioncino di persone anche in Europa).
I Curdi sono un popolo nobile, fiero, forte, e sono coloro che più e meglio di tutti hanno difeso l’Occidente dagli islamisti dell’Isis.
Quando gli è stato chiesto se fosse giusto barattare i Curdi con l’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia, don Mario ha fatto la faccia verde e non ha risposto. Poi, è tornato sui suoi passi e ha detto: «Questo è un punto molto importante. E’ bene che questa domanda la facciate a Svezia e a Finlandia».
Una risposta da eroe e da statista, quella di don Mario. Ora si capisce meglio perché si intenda bene con Grillo. Da compare a compare, c’est plus facile…”
Carlo Vulpio, scrittore

Ormai gli italiani sono appiattiti e non ragionando seguono ciò che viene offerto.
“Non sono conformista, ergo mi sento strano e un po’ straniero nella patria già conforme al fascismo, quindi all’antifascismo, al comunismo stalino-togliattiano, al manipulitismo, al dipietrismo, ai vaffanculo dei dilettanti grillini, oggi al draghismo reale.
Certo, dopo la ridicola stagione della congiuntivofobìa e dell’ignoranza verticale pentastellata, Mario Draghi che sa leggere, scrivere e far di conto sembra il genio salvatore della patria. Del resto, intorno a lui, il nuovo duce che ci conduce, si staglia quotidianamente l’irrilevanza dei partiti.
Fra i tanti conformismi citati c’è l’immarcescibile filo logico dell’antiparlamentarismo e dell’antipolitica.”
Giancarlo Lehner, giornalista e scrittore, già parlamentare della Repubblica

“Comunque mi fa schifo anche solo l’idea che si baratti con la Turchia il diritto di massacrare i curdi, che a Kobane ci hanno salvato dall’Isis. Non parlateci più di diritti dei popoli. Vergogna.”
Luca Telese, giornalista

“È tutto collegato: apparentemente i curdi non c’entrano nulla con quello che sta accadendo in Europa, ma improvvisamente diventano moneta di scambio. Questo ti dà il polso di come si giochi con la pelle di chi sta lontano e vive in posti che in molti non sanno neanche individuare sulla cartina geografica”
Zerocalcare, fumettista

“Dopo l’Ue, che ha dimostrato di valere poco e nulla in fatto di politica estera nella guerra tra Russia e Ucraina, ora anche la Nato si piega alla Turchia: gli eroi curdi che hanno sconfitto l’Isis venduti ad Erdogan in cambio dell’allargamento dell’alleanza atlantica.”
Angelo Ciocca, Lega

“Dopo che per anni i curdi hanno lottato e sono morti per combattere il terrorismo dello Stato Islamico… oggi li abbandoniamo, consegnandoli nelle mani del carnefice, ben consapevoli che i diritti umani per Erdogan valgono meno della sua parola.
Il presidente turco non è migliore di Putin, come sa bene anche Draghi che non molto tempo fa lo chiamò dittatore, ma in Europa, quando ci sono di mezzo interessi economici, che sono gli unici a contare, entra in gioco la doppia morale, da un lato si armano gli ucraini in nome dell’autodeterminazione e dall’altro si abbandonano i curdi che lottano per la propria indipendenza.
L’occidente non è disposto a trattare con Putin perché è un dittatore, ma allo stesso tempo, ad Erdogan concediamo persino di decidere chi debba entrare a far parte dell’Alleanza Atlantica e a quali condizioni.
Unione Europea, non pervenuta!”
Piernicola Pedicini, Verdi, Indipendente

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.