Pompei (Deloitte): «STEM e inclusione femminile: binomio vincente. L’Italia non rinunci al talento delle donne se vuole essere competitiva»

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Secondo una ricerca di Deloitte quasi un’azienda su quattro (23%) non trova i profili professionali Stem di cui ha bisogno. Pompei: «I risultati accademici dimostrano che le capacità delle donne sono pari o superiori a quelle maschili. Ma bias e stereotipi continuano ad allontanare le ragazze dalle materie e carriere tecnico-scientifiche».

NARDONE

 
«Se vogliamo un’Italia più competitiva, dinamica e capace di guardare al futuro non possiamo rinunciare al talento delle donne. E soprattutto, non possiamo rinunciare alle competenze Stem delle donne: ne avremo sempre più bisogno e anche per questo dobbiamo incentivare le ragazze ad avvicinarsi a questo mondo». A dirlo è Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, intervenendo a Milano alla Digital Talent Fair, l’evento dedicato alla promozione della cultura Stem (Science, Technology, Engeneering and Mathematics) e della parità di genere.

Secondo l’Osservatorio sulle materie Stem di Fondazione Deloitte, in Italia le aziende da anni sperimentano una scarsità di competenze Stem: nel 2020 almeno il 23% delle imprese italiane aveva già riscontrato almeno una volta il problema di non riuscire a trovare i profili professionali Stem di cui aveva bisogno. «Un dato allarmante e che rischia di aggravarsi se non ci sarà una netta inversione di rotta: secondo il nostro osservatorio, nel 2020 solo il 27% degli universitari era iscritto a facoltà tecnico-scientifiche. Ma il dato è ancora più allarmante quando si scopre che solo un quarto degli universitari iscritti a percorsi Stem è donna», dice Pompei.

A spiegare il gap di competenze Stem femminili sarebbero bias e stereotipi, che ancora oggi influiscono sulle scelte di bambine e ragazze nei momenti cruciali in cui si determinano i percorsi di studio e lavoro. «Dal nostro studio risulta che le laureate Stem in Italia, in media, conseguono il loro titolo di studio con una votazione superiore a quella dei colleghi uomini, oltre che in meno tempo», dice Pompei. «Eppure le ragazze, rispetto ai coetanei maschi, spesso pensano di non essere abbastanza brave o interessate alle materie tecnico-scientifiche per intraprendere un percorso Stem. Altro dato significativo della nostra ricerca: un giovane occupato in ambito Stem su tre ritiene che il proprio lavoro sia più adatto alle capacità degli uomini», prosegue Pompei.
«In futuro le competenze Stem saranno quelle più richieste dal mercato del lavoro: già oggi esiste un gap tra domanda e offerta, ma nei prossimi anni il problema potrebbe diventare strutturale, compromettendo la competitività complessiva della nostra economia», osserva Pompei. «Per questo tutti gli attori in gioco – dalle imprese, alle istituzioni – devono unire gli sforzi per cambiare rotta e investire con decisione sulle competenze Stem, con particolare attenzione all’inclusione delle donne all’interno di questi percorsi di studio e professionali. Una sfida su cui Deloitte ha deciso di impegnarsi attivamente con l’Osservatorio Stem e su cui vuole continuare a lavorare per dare il proprio contributo».

Redazione

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