Ottaviano – Il ministro Galletti sulla situazione del Parco Nazionale del Vesuvio

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Ottaviano, 12 luglio 2017 – Il fuoco sta ancora divorando il Monte Somma – Vesuvio, che stando ai tecnici sul posto, potrebbe aver distrutto circa 100 ettari del Parco Nazionale del Vesuvio. Un summit blindatissimo è stato organizzato nella cittadina del Vesuviano e al quale ha preso parte il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti. Presenti all’incontro con il ministro anche i sindaci dei comuni limitrofi, i quali hanno chiesto più uomini e mezzi sui territori per fronteggiare l’emergenza, ma anche la bonifica. Richieste che agli interlocutori pare siano state accolte, appunto per garantire la tutela e protezione di questo territorio. “Chiacchiere inutili, tanto inutili – dice il sindaco Luca Capasso, dopo l’incontro con il Ministro – perché intanto le fiamme si alzano e noi non abbiamo mezzi ne risorse, questo ho detto al Ministro, e intanto abbiamo ottenuto l’Esercito per presidiare le strade e aiutare nel coordinamento”. “Il mio apprezzamento va al Parco – ha dichiarato il ministro Gian Luca Galletti – perché questo era un parco in ripresa. Io non lo so perché non è il mio mestiere, ma un Parco in ripersa e che punta sulla legalità, può aver dato fastidio a qualcuno. Allora io voglio restare vicino a questo Parco, cosi come lo siamo stati in questi mesi, e perché questa zona può ripartire davvero, e non voglio che questa sia l’occasione per affondare definitivamente il Parco. Abbiamo una delle Protezioni civili migliori d’Europa, e dico ahimè, solo per le esperienze che abbiamo avuto in questi anni, dal rischio idrogeologico, terremoti ,alluvioni e anche gli incendi. Qui abbiamo una Protezione civile che funzione molto bene, ed è un’emergenza conclamata che riguarda tutto il meridione. Se io guardo gli altri Paese, come il Portogallo o la Spagna, non vedo situazioni diverse. Consideriamo che la situazione è questa, e che nel corso del resto dell’anno dovremmo parlare di più di cambiamenti climatici, e dare più importanza a quest’argomento, anche perché non so dirvi se questo è già la conseguenza del cambiamento climatico, posso dire, però, che quest’anno ho visto l’aumento di alluvioni estreme avvenute in autunno e primavera, e periodi  di siccità fortissima come quella che stiamo avendo. Allora non vorrei che situazioni che noi oggi trattiamo come eccezionali, diventino nei prossimi anni situazioni normali, allora la programmazione serve e come se serve”.   

NARDONE
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Maria Beneduce

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