Non si gioca con la salute dei bambini. Sequestro di giocattoli pericolosi

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Napoli, 17 dicembre 2020 – I funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) in servizio presso l’Ufficio di Napoli 2, Sezione di Nola, hanno sequestrato una partita 680 confezioni di giocattoli di fabbricazione cinese, importati da una società italiana e pronti ad essere commercializzati per le prossime festività natalizie, che sono risultati pericolosi per la salute dei piccoli utilizzatori.
I giocattoli, sebbene certificati da un ente notificato, sono risultati non conformi da analisi chimiche eseguite presso il Laboratorio Chimico di Napoli dell’ADM.
Gli esiti degli esami hanno rilevato un contenuto di ftalati in misura eccessiva, pari al 5,73 % in peso, ben oltre ai limiti di legge consentiti (0,1 % in peso) previsti dal Reg. (CE) 1907/2006 (REACH).
Gli ftalati sono prodotti chimici che vengono aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità ma che, se utilizzati in dosi eccessive, diventano sostanze tossiche capaci di causare gravi danni allo sviluppo del sistema riproduttivo, al metabolismo e al sistema neurologico, e come interferente endocrino è stata collegata anche al rischio obesità, ad alcuni tipi di allergie e a disfunzioni tiroidee.
L’importatore è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per violazione del Codice al Consumo, per immissione sul mercato di prodotti pericolosi e danno della salute pubblica ed è stato immediatamente informato il competente ufficio del MISE che diramerà un
messaggio di allerta a tutti i partner comunitari attraverso il sistema RAPEX.
L’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) è da sempre impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione dell’Unione Europea di merci pericolose che mettono a rischio la sicurezza e della salute dei cittadini, con particolare attenzione ai giocattoli destinati ai nostri bambini, promuovendo negli scorsi mesi la campagna social “NON SI GIOCA CON LA SALUTE DEI BAMBINI” ha avuto come testimonial noti volti del mondo sportivo e dello spettacolo che hanno prestato la loro immagine per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione.

Redazione

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