Napoli, ucciso poliziotto 37enne nel tentativo di bloccare rapinatori in fuga

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I poliziotti hanno cercato di impedire la fuga degli autori bloccando la strada, ma sono stati travolti dall’auto dei rapinatori

 

NARDONE

Napoli, 27 apr. – A Napoli, questa notte, nella zona di Capodichino, Pasquale Apicella, un poliziotto di 37 anni, è stato ucciso mentre tentava di bloccare alcuni rapinatori in fuga che avevano tentato di forzare il bancomat della Banca di Credito Agricolo di via Abate Minichini a Napoli senza riuscirci.

Pasquale Apicella
Pasquale Apicella

Gli agenti del commissariato di Secondigliano hanno provato di bloccare la fuga della vettura sulla quale si trovavano i banditi.
All’altezza di Calata Capodichino la volante della polizia è stata travolta dagli uomini in fuga e nello scontro è rimasto ucciso il poliziotto 37enne. I banditi, però, non sono riusciti a farla franca: due giovani rom sono stati fermati dopo un paio d’ore e sono attualmente ricoverati in ospedale, uno al Cardarelli e uno all’Ospedale del Mare. Le auto sono state praticamente distrutte nell’urto: il parabrezza della pattuglia appare completamente sfondato, mentre, nella macchina dei rapinatori, il motore è stato sbalzato fuori. Un terzo uomo sarebbe ancora in fuga.

Il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo ha inviato le proprie condoglianze alla famiglia di Apicella:

in una nota esprime “sentimenti di profondo dolore e cordoglio” e manifesta “solidarietà e commossa vicinanza a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato”, augurando “una pronta guarigione al collega ferito”. I due agenti erano in servizio nella pattuglia del commissariato di Secondigliano. Anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha inviato un messaggio alla famiglia: “Un tragico episodio che ci ricorda una volta di più quanto importante e prezioso è il lavoro che le nostre forze dell’ordine”.

“Non posso accettare che un ragazzo in divisa, un poliziotto muoia assassinato da una banda di rom che stava cercando di rapinare una banca. Non posso accettare che il massacro venga compiuto travolgendo la volante nella certezza che l’equipaggio non avrebbe sparato. Non posso più accettare di vedere poliziotti e carabinieri sull’asfalto morti o feriti perché non hanno usato le armi per paura delle conseguenze giudiziarie e disciplinari. Non posso più accettare questo stato di cose, indegno di uno Stato civile. Non posso più accettare una politica debole e succube di fronte a chi ostacola, in ogni sede, una riforma della normativa sull’uso della forza e delle armi improntata alla più assoluta discrezionalità e totalmente sottratta a qualsiasi possibilità di interpretazione giudiziaria. Finché questo non accadrà i nostri uomini e donne in divisa, caduti in servizio, non potranno riposare in pace. Onore a te, Pasquale Apicella, mio fratello di giubba”. Cosi in una nota postata sui social  il Magistrato Luigi Bobbio

 

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Redazione

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