Napoli, truffa alle compagnie assicurative: 9 arresti e 34 indagati. Ecco i nomi

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Napoli, 15 giu. – Nella mattinata odierna gli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli, diretto dal Dott. Adriano Lauro, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari disposte dal GIP del Tribunale di Napoli, nell’ambito di una più vasta operazione volta a smantellare un gruppo criminale dedito alla commissione tra i vari reati della truffa alle compagnie assicurative.

NARDONE

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di indagare 34 persone alle quali a vario titolo vengono contestati i reati di truffa alle compagnie assicurative, detenzione e messa in circolazione di valori di bollo falsi e/o alterati e/o contraffatti; frode processuale; falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.

Contestualmente alle misure cautelari sono state anche eseguite 5 perquisizioni presso altrettanti studi legali di avvocati partenopei ritenuti partecipi dell’organizzazione.

A capo dell’organizzazione figura l’Avvocato Gianluca Piccirillo, ritenuto promotore e coordinatore del sodalizio criminale, ed al quale è stata applicata la misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini sono state condotte tra il 2014 ed il 2015 successivamente ad una precedente attività della Procura della Repubblica di Roma, unitamente al Compartimento Polizia Ferroviaria del Lazio, sul traffico di marche da bollo false.

Da quella attività emerse che nella città di Napoli uno dei principali utilizzatori di quelle marche era proprio l’Avvocato Piccirillo.

Le indagini svolte hanno permesso di appurare non solo  l’utilizzo delle marche da bollo false e/o contraffatte ma anche il sistema messo in piedi dal Piccirillo capace di produrre innumerevoli falsi sinistri stradali e ingenti somme di denaro.

Il sistema vede il Piccirillo avvalersi di numerosissimi fiancheggiatori, molti dei quali membri della sua stessa famiglia.

Il modus operandi è sempre il medesimo ed è stato delineato esaminando gli automezzi coinvolti la dinamica dei sinistri e la ripetitività dei testimoni di comodo.

Inoltre, sono stati svolti accertamenti sulle produzioni di parte presentate.

Nello specifico sono state esaminate le fatture per le riparazioni, risultate false e disconosciute dai rispettivi titolari.

La maggior parte dei sinistri vede come attore principale lo stesso Gianluca PICCIRILLO oppure componenti della sua famiglia o solidali.

Emerge poi in maniera dirompente, il dato dei testi citati alle udienze. Infatti anche la sequenza dei testimoni è sempre la medesima. Si è accertato che il PICCIRILLO si avvale di una vasta schiera di testi sempre pronti a presentarsi in giudizio.

Ed infine non può non notarsi come la dinamica dei sinistri viene ripetuta pedissequamente.

L’attività è sistematica e vive di momenti diversi.

Il primo passaggio dell’attività” illecita è la denuncia del sinistro alla compagnia assicurative, la seconda fase prevede il ricorso al giudice di pace. Nelle udienze il Piccirillo, avvalendosi anche di altri legali, vince le cause grazie alle testimonianze false e concordate, rese dai suoi testimoni.

Parti e testimoni si ripetono sistematicamente, molti dei quali sono membri della sua famiglia ma ovviamente omettono di dichiaralo in udienza.

Tra gli innumerevoli sinistri ricostruiti, in molti di questi lo stesso soggetto è una volta attore ed un’altra controparte del Piccirillo ed in altre ancora suo teste. Molti sono dei testimoni “professionisti” infatti alcuni compaiono come suoi testi in decine di processi.

Molti sinistri appaiono poi inverosimili , oltre che per la dinamica, anche per le parti in causa.

Singolare l’episodio nel quale nell’agosto del 2012 il Piccirillo a bordo di un gommone noleggiato aveva un incidente nautico con l’imbarcazione della mamma. Da quel sinistro, avvenuto alla presenza dei soliti testimoni, ricavava un rimborso ingente.

In altre circostanze i sinistri hanno visto coinvolte autovetture che in realtà si trovavano in luoghi diversi o in un caso particolare era stata rubata al proprietario, quindi inverosimile che ci sia stato lo scambio delle generalità.

A destare ulteriore scalpore circa la condotta del Piccirillo è che una volta ottenuto il risarcimento del finto sinistro lo stesso non si accontenta innescando un vorticoso processo di decreti ingiuntivi e pignoramenti verso le compagnie, anche con presupposti subdoli, portando a quintuplicare la somma “guadagnata”.

 

In uno dei procedimenti ricostruiti, un rimborso di mille euro è stato portato dal Piccirillo a circa trentamila euro.

 

Come se non bastasse è stato altresì verificato che il Piccirillo andava anche a modificare gli importi dei decreti ingiuntivi, le somme venivano grossolanamente corrette e portate da 5.000 euro a 15.000 Euro. Fatto questo per il quale è stato tratto in arresto in flagranza di reato dalla Guardia  di Finanza nel mese di Ottobre 2016. Episodio questo che ha portato già il Piccirillo agli onori della cronaca per il vasto risalto mediatico avuto.

Le compagnie assicurative truffate sono numerose, tra le più importanti risultano aver anche presentato querela di truffa per molti dei sinistri indagati citiamo: ALLIANZ, CATTOLICA, GENERALI, GENERTEL, UNIPOL-SAI, ZURICH.

Il Piccirillo era già inserito nella black list di quasi tutte le compagnie assicurative e di molti enti vessati dalla sua condotta come ad esempio l’ANM di Napoli.

In totale, dall’anno 2003 ad oggi sono stati rintracciati nr. 22 richieste di rimborso per sinistri con mezzi dell’ANM riconducibili al PICCIRILLO.

Tutti gli incidenti indicati sono stati definiti dall’ANM “sinistri fantasmi” poiché le indagini interne da loro effettuate hanno smentito l’esistenza di detti incidenti facendo ritenere infondate le pretese avanzate.

Mai gli autisti dei mezzi hanno segnalato il sinistro e mai sono intervenute forze di Polizia per i rilievi del caso. In due casi poi veniva denunciato un sinistro con un autobus che quel giorno non circolava in quanto in deposito per riparazione ed un altro che non transitava in quella strada perché effettuava un percorso diverso.

Infine, per quanto concerne le marche da bollo, sono stati  acquisite in originale nr. 285 marche da bollo, applicate sia in qualità di contributo unificato su fascicoli relativi a richieste di rimborso per sinistri stradali sia su richieste per decreti ingiuntivi.

La commissione perizie dell’Istituto Poligrafico- Zecca dello Stato, in data 14.01.2015 consegnava l’esito della perizia sui valori bollati stabilendo che ben 2/3 dei valori presentati risultano contraffatti. 

La Commissione afferma che tali contraffazioni risultano essere di diversa natura stabilendo che vi sono sia marche contraffatte nei dati di personalizzazione dell’intera vignetta ed altre solo nei dati di personalizzazione riguardante il codice a barre, vi sono altresì marche che risultano totalmente contraffatte ed altre addirittura appartenenti a rulli rubati o smarriti.

La Commissione osservava nelle conclusioni che:

   Su gran parte dei contrassegni telematici in perizia sono state riscontrate tracce di colla o di scritte sul verso che fanno ipotizzare un riuso degli stessi.

   Le caratteristiche di contraffazione risultano non riconducibili ad unica tipologia.

   La stragrande maggioranza dei contrassegni contraffatti risultano prodotti dal Poligrafico successivamente aggrediti in vario modo nella personalizzazione e/o nel codice a barre per ulteriore riuso.

   Relativamente pochi risultano i contrassegni falsificati completamente a partire da carta non originale.

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Redazione

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