Napoli si muove : i Radicali napoletani chiedono il referendum a Luigi de Magistris

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” Il Sindaco non può’ negare i diritti referendari ai cittadini napoletani ”

NARDONE

Napoli, 31 lug. – L’ Associazione Radicali Per la Grande Napoli rappresenta una pietra miliare nella storia radicale di questa città . Quest ‘ anno l ‘ impegno e’ stato profuso oltre che nella direzione delle principali tematiche affrontate dalle stelle della galassia radicale soprattutto nella sensibilizzazione delle problematiche che hanno coinvolto la comunità ebraica sul territorio , la questione africanista in chiave internazionale , l ‘ impegno costante nella campagna nazionale sul disegno di legge sul testamento biologico . Da ben quattro settimane a supporto dei Duran Adam di Mario Staderini tenuti a Roma da ben 11 settimane davanti al Quirinale , l’ associazione Radicali Per la Grande Napoli solleva la questione della mancanza assoluta di un referendum cittadino a Napoli a causa della ” non volontà politica ” di modificare il suo Statuto ed il Regolamento .
Ben otto anni fa Marco Cappato a Milano con l’ idea della riapertura dei Navigli attraverso il coinvolgimento popolare con un referendum ha ottenuto un risultato insperato . Il percorso intrapreso infatti ha ottenuto , come spiega Marco Cappato , “un rilancio politico e anche progettuale da parte dell’ amministrazione Sala”. Oggi a Roma i radicali attraverso un referendum popolare , chiedono che sia sempre il Comune a pianificare il servizio, stabilendo minuziosamente dove dovranno passare gli autobus, con quale frequenza e a quale prezzo chiedendo soltanto che si faccia una gara europea per scegliere le imprese (pubbliche o private) che lo dovranno eseguire in modo efficiente .
Questo referendum potrebbe davvero cambiare tutto: perché spezzerebbe un rapporto perverso in cui il soggetto pubblico coincide con l’esecutore del servizio .
“Abbiamo già provato ad approcciare contatti con l’ amministrazione comunale di Napoli affinché ‘ ci sia la condivisione di tutte le forze politiche di adoperare il referendum come strumento per curare la crisi delle democrazie occidentali .
Chiedere queste modifiche al Comune di Napoli che per mancanza di volontà politica non ha mai indetto un referendum cittadino rappresenta il minimo sindacale perché NOI RADICALI chiediamo ben altro .
L’ idea di un Referendum Act , come ci illustra Mario Staderini , che sostituisca le attuali procedure, sul modello di Stati a democrazia diretta avanzata come la Svizzera e la California , prevede : la semplificazione del procedimento cartaceo ,la digitalizzazione del procedimento referendario prevedendo la possibilità di firmare on line , la garanzia di un servizio pubblico di autenticazione delle firme, che porti all’estensione della platea degli autenticatori , l’ applicazione dell’istituto della “decertificazione” ai certificati elettorali, e quindi evitare di allegare i certificati elettorali ai moduli contenenti le firme di sottoscrizione del referendum da consegnare alla Corte di Cassazione. Continueremo dunque anche questa settimana la mobilitazione davanti al consiglio comunale ” , così Rosa Criscuolo , tesoriere dell’ Associazione Radicali Per la Grande Napoli .

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Redazione

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